Riforma del lavoro. Ammortizzatori sociali: cosa cambia?

 

Gli interventi previsti mirano a ripristinare la coerenza tra flessibilità e coperture assicurative, ad ampliare e rendere più eque le tutele fornite dal sistema, a limitare le numerose distorsioni e spazi per usi impropri insiti in alcuni degli strumenti attualmente esistenti. A questo scopo si riordinano e migliorano le tutele in caso di perdita involontaria della propria occupazione; si estendono le tutele in costanza di rapporto di lavoro ai settori oggi non coperti dalla Cassa integrazione e straordinaria; si prevedono strumenti che agevolino la gestione delle crisi aziendali per i lavoratori vicini al pensionamento.

La proposta di riforma si articola su tre pilastri:
  • Assicurazione sociale per l’Impiego (ASpI), a carattere universale;

  • Tutele in costanza di rapporto di lavoro (Cigo, Cigs, fondi di solidarietà);

  • Strumenti di gestione degli esuberi strutturali.

Un sistema siffatto è ritenuto essenziale per garantire una copertura adeguata dal rischio di disoccupazione (totale o parziale), eliminando pertanto la necessità di intervenire con provvedimenti ad hoc, caratterizzati da ampia discrezionalità (deroghe).

Assicurazione sociale per l’impiego (ASPI) Situazione a regime

La riforma si caratterizza, a regime, rispetto all’attuale sistema di assicurazione contro la disoccupazione involontaria, per un incremento dell’ambito soggettivo di copertura.

Dal punto di vista degli importi e delle durate vi è una convergenza rispetto agli attuali trattamenti di disoccupazione ordinaria e di mobilità. La nuova Assicurazione sociale per l’impiego è destinata a sostituire i seguenti istituti oggi vigenti:
  • indennità di mobilità;

  • indennità di disoccupazione non agricola ordinaria;

  • indennità di disoccupazione con requisiti ridotti;

  • indennità di disoccupazione speciale edile (nelle tre diverse varianti).

Ambito

L’ambito di applicazione viene esteso – tra i lavoratori dipendenti - agli apprendisti e agli artisti, oggi esclusi dall’applicazione di ogni strumento di sostegno del reddito.

Restano coperti dalla nuova assicurazione tutti i lavoratori dipendenti del settore privato ed i lavoratori delle Amministrazioni pubbliche (art. 1, comma 2, D.Lgs. 165/2011) con contratto di lavoro dipendente non a tempo indeterminato (es. tempo determinato, contratti di formazione e lavoro, etc.).
Con riferimento ai collaboratori coordinati e continuativi, pur esclusi dall’ambito di applicazione dell’ASpI, si rafforzerà e porterà a regime il meccanismo una tantum oggi previsto.
 
Requisiti
Requisiti di accesso analoghi a quelli che oggi consentono l’accesso all’indennità di disoccupazione non agricola ordinaria: 2 anni di anzianità assicurativa ed almeno 52 settimane nell’ultimo biennio
Durata massima      
  • 12 mesi per i lavoratori con meno di 55 anni di età.
  • 18 mesi per i lavoratori con almeno 55 anni di età (nel limite delle settimane di lavoro nel biennio di riferimento).
Importo
  • eliminazione del massimale basso (931,28); resta il massimale alto (1.119,32, rivalutati annualmente sulla base dell’indice dei prezzi FOI);
  • percentuale di commisurazione a scaglioni:
  • 75% fino alla retribuzione di 1.150 euro (rivalutati annualmente sulla base dell’indice dei prezzi FOI);
  • 25% per la parte di retribuzione superiore a 1.150 € e fino al massimale;
  • abbattimento del 15% dell’indennità dopo i primi 6 mesi e di un ulteriore 15% dopo altri 6 mesi;
  • retribuzione di riferimento legata all’intero periodo biennale di contribuzione.

Importi delle indennità in relazione alla retribuzione di riferimento in base alla vecchia modalità di calcolo ed alle nuove modalità

La nuova ASpI concede trattamenti iniziali pressoché analoghi all’indennità di mobilità per le retribuzioni fino a 1.200 euro mensili (comprensivi dei ratei di mensilità aggiuntive), e decisamente più elevati per quelle superiori a tale livello. In confronto con l’indennità di disoccupazione non agricola ordinaria è sempre più favorevole, fatta eccezione per le retribuzioni comprese tra 2.050 e 2.200 € mensili.

Nuova occupazione

Si prevede che i periodi di lavoro inferiori a 6 mesi sospendano il trattamento, con ripresa alla fine del periodo di lavoro (ai fini dell’applicazione del decalage). I periodi di lavoro superiori a 6 mesi fanno ripartire il trattamento (in presenza dei requisiti contributivi).
Assicurazione sociale per l’Impiego – trattamenti brevi (MiniASpI)
Viene del tutto modificato l’impianto dell’attuale indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, condizionandola alla presenza e permanenza dello stato di disoccupazione. L’indennità viene pagata nel momento dell’occorrenza del periodo di disoccupazione e non l’anno successivo.
Il requisito di accesso è la presenza di almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi (mobili).
L’indennità verrà calcolata in maniera analoga a quella prevista per l’ASpI.
La durata massima è posta pari alla metà delle settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi detratti i periodi di indennità eventualmente fruiti nel periodo. Sarà tuttavia prevista la sospensione dell’erogazione del beneficio per periodi di lavoro inferiori a 5 giorni. 
Contribuzione
La contribuzione sarà ovviamente estesa a tutti i lavoratori che rientrino nell’ambito di applicazione della nuova indennità, nella seguente misura:
  • Aliquota pari a 1,31% per i lavoratori a tempo indeterminato (sarà mantenuta l’attuale aliquota di copertura dell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria: restano pertanto in vigore le eventuali riduzioni del costo del lavoro operate dalla legge n. 388/2000 (art. 120) e 266/2005 (art. 1, comma 361) nonché le misure compensative di cui al D.L. 203/2005);
  • Aliquota aggiuntiva del 1,4% per i lavoratori non a tempo indeterminato.
L’aliquota aggiuntiva non si applicherà ai lavoratori assunti in sostituzione di altri lavoratori.
Saranno inoltre esclusi dall’applicazione della contribuzione addizionale i lavoratori stagionali di cui al D.P.R. 7 ottobre 1963, n. 1525 e successive modifiche e integrazioni, valutando, eventualmente, anche quanto sinora previsto dai contratti e accordi collettivi.
L’aliquota aggiuntiva non si applicherà inoltre agli apprendisti (in quanto contratti di lavoro a tempo indeterminato).
Con riferimento ai lavoratori in somministrazione a tempo determinato l’aliquota aggiuntiva dell’1,4% sarà compensata da una riduzione di pari importo dell’aliquota di cui all’articolo 12, comma 1, del D.Lgs. 276/2003.
In caso di trasformazione del contratto in contratto a tempo indeterminato si avrà una restituzione pari all’aliquota aggiuntiva versata, con un massimo di 6 mensilità; la restituzione avviene al superamento del periodo di prova, ove previsto.
Sarà inoltre previsto un contributo di licenziamento da versare all’Inps all’atto del licenziamento (solo per rapporti a tempo indeterminato), pari a 0,5 mensilità di indennità per ogni 12 mensilità di anzianità aziendale negli ultimi 3 anni (compresi i periodi di lavoro a termine); si applica anche agli apprendisti nei casi diversi da dimissioni (si applica anche nel caso di recesso alla fine del periodo di apprendistato).
La contribuzione sopra descritta sostituirà le seguenti aliquote oggi a carico dei datori di lavoro:
Disoccupazione involontaria
1,31
Aliquota aggiuntiva per disoccupazione nel settore edile
0,80
Mobilità
0,30

Abrogazioni

La riforma comporterà l’abrogazione delle seguenti norme:
  • Indennità di mobilità (L. 223/1991, artt. da 4 a 7; l’articolo 4, commi da 2 a 12 e 15-bis e l’art. 5, commi da 1 a 5, vanno ripresi e inseriti nell’articolo 24);
  • Incentivi per iscritti nelle liste di mobilità (art. 8 e art. 25, comma 9);
  • Disoccupazione nei casi di sospensione (D.L. 185/2008, art. 19, comma 1, lett. a) e b));
  • Disoccupazione per apprendisti (D.L. 185/2008, art. 19, comma 1, lett. c);
  • Misure di incentivazione del raccordo pubblico e privato (art. 13 D.Lgs. 276/2003) 

Cassa Integrazione Straordinaria

La necessità di eliminare, a decorrere dal 2014, i casi in cui la CIGS copre esigenze non connesse alla conservazione del posto di lavoro induce a ritenere necessaria l’eliminazione della causale per procedura concorsuale con cessazione di attività (art. 3, L. 223/1991).

Addizionale comunale sui diritti di imbarco

A decorrere dal 1° gennaio 2016 le maggiori somme di cui all'articolo 6-quater, comma 3, del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43 sono riversate alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno dell’Inps, a parziale ristoro degli incrementi di spesa derivanti dalla riforma degli ammortizzatori sociali.

ASPI – Transizione

Importo

Subito a regime

Durata

Crescente negli anni secondo lo schema seguente:


2013
2014 2015 2016
fino a 50 8 8 10 a regime (12
50‐54
12
12
12
a regime (12)
55 e oltre
12
14
16
a regime (18)

Assicurazione sociale per l’Impiego – trattamenti brevi (MiniASpI) Transizione

Già dal 2013 calcolata con il nuovo metodo, anche con riferimento ai periodi 2012 (l’anno mobile al 1° gennaio 2013 riguarda tutto l’anno 2012).
Indennità di mobilità
Durata
Durate massime decrescenti in base all’anno di liquidazione, secondo il seguente prospetto:
2013 2014 2015 2016 2017
Cn fino a 39 anni
12
12
12
ASpI (12)
ASpI (12)
Cn da 40 a 49 anni
24
24
18
ASpI (12)
ASpI (12)
Cn da 50 a 54 anni
36
30
24
18
ASpI (12)
Cn 55 e oltre
36
30
24
ASpI (18)
ASpI (18)
Sud fino a 39 anni
24
18
12
ASpI (12)
ASpI (12)
Sud da 40 a 49 anni
36
30
24
18
ASpI (12)
Sud da 50 a 54
48
42
36
24
ASpI (12)
Sud da 55 anni
48
42
36
24
ASpI (18)
Importo
Secondo le regole oggi vigenti
Contributo di finanziamento
Nuove regole sin dal 2013 (compresa la maggiorazione per il tempo determinato ed il contributo di licenziamento).

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