Riforma del lavoro: estensione tutele in costanza di rapporto di lavoro

 

Cos'è?

Previsione di fondi di solidarietà bilaterali per la tutela in costanza di rapporto di lavoro per i settori non coperti dagli interventi di integrazione salariale.
 
Allo scopo di estendere le tutele in costanza di rapporto di lavoro anche ai settori oggi non coperti dalla normativa in materia di integrazione salariale straordinaria, rispettando al contempo le specificità settoriali, si propone l’introduzione di una cornice giuridica per l’istituzione, presso l’Inps, di fondi di solidarietà.
 
I fondi saranno volti a finanziare la prestazione di trattamenti di integrazione salariale per i casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa dovuti a causali previste dalla normativa in materia di integrazione salariale ordinaria o straordinaria.
 
Una particolare modalità di assicurare la suddetta tutela è derivabile dai contratti di solidarietà, difensivi ed espansivi.
Resta impregiudicata l’attuale normativa in materia di cassa integrazione ordinaria e straordinaria (salvo quanto previsto al punto 4.5.) e quella relativa ai contratti di solidarietà ex L. 863/1984.
Procedura di istituzione dei fondi
I fondi di solidarietà saranno istituiti con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, sulla base di accordi collettivi e contratti collettivi, anche intersettoriali, stipulati dalle organizzazioni comparativamente rappresentative a livello nazionale ed avranno validità erga omnes.
L’accordo determinerà l’ambito di applicazione del fondo con riferimento al settore ed alla classe di ampiezza dei datori di lavoro. Il superamento dell’eventuale soglia dimensionale fissata per la partecipazione al fondo si verificherà mensilmente con riferimento alla media del semestre precedente.
Funzionamento fondi                       
  • Obbligo di bilancio in pareggio (compresi i costi di amministrazione);
  • Impossibilità di erogare prestazioni in carenza di risorse;
  • Modifiche al regolamento in relazione all’importo delle prestazioni o alla misura dell’aliquota sono adottate, anche in corso d’anno, con decreto direttoriale dei Ministeri del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell’Economia e delle Finanze sulla base di una proposta del comitato amministratore;
  • Determinazione (o modifica) dell’aliquota di contribuzione in maniera da assicurare il pareggio sulla base di bilanci di previsione a 8 anni basati sullo scenario macroeconomico del MEF;
  • In caso di necessità di assicurare il pareggio di bilancio ovvero di far fronte a prestazioni già deliberate o da deliberare, i Ministeri vigilanti possono adeguare l’aliquota contributiva anche in mancanza di proposta del comitato amministratore;
  • Contribuzione a carico del datore di lavoro e dei lavoratori (2/3 e 1/3).
Obblighi
L’istituzione dei fondi deve essere obbligatoria per tutti i settori, anche attraverso formule intersettoriali, in relazione alle imprese sopra i 15 dipendenti. Ove già esistenti, verrà stabilito un termine per il loro eventuale adeguamento ai criteri stabiliti con decreto. Per le imprese sotto i 15 dipendenti, saranno stabiliti, sentite le Parti Sociali, criteri di estensione dell’istituto in parola e modalità di promozione, anche in considerazione delle esperienze ad oggi osservabili.
Per i settori per i quali non siano stipulati accordi collettivi volti all’attivazione del fondo di solidarietà viene istituito, con decreto interministeriale, un fondo di solidarietà residuale, con le seguenti regole:
  • prestazione di importo pari all’integrazione salariale
  • contribuzione a carico del datore di lavoro e dei lavoratori (2/3 e 1/3)
  • durata non superiore a 1/8 delle ore complessivamente lavorabili da computare in un biennio mobile
  • causali previste dalla normativa in materia di cassa integrazione ordinaria e straordinari.

Fondi interprofessionali per la formazione continua

Gli accordi possono prevedere la riconversione dei fondi interprofessionali per la formazione continua.
In tal caso il gettito dello 0,30% viene devoluto al fondo di solidarietà, con obbligo di vincolarne una quota parte al finanziamento di formazione continua durante i periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.
 

Messa a regime della Cassa Integrazione Straordinaria per alcuni settori

Vengono portate a regime le estensioni dell’ambito della Cassa Integrazione Straordinaria rinnovate annualmente:
  • imprese del commercio tra 50 e 200 dipendenti;
  • agenzie di viaggio sopra i 50;
  • imprese di vigilanza sopra i 15.
Si estende a tali settori la contribuzione dello 0,9%.
Viene inoltre confermata a regime l’applicazione della normativa CIGS ai settori del trasporto aereo e dei servizi aeroportuali.
 

Indennità per le giornate di mancato avviamento al lavoro per i lavoratori delle società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali. Messa a regime                       

Messa a regime dell’indennità per le giornate di mancato avviamento al lavoro per i lavoratori delle società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali (da ultimo contenuta nell’art. 19, comma 12, D.L. 185/2008).

 
Obbligo, per le società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali, di versare una contribuzione in misura pari a quella prevista per la CIGS (0,9% di cui 0,3% a carico dei lavoratori).

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