Favoriamo il lavoro: contratti di solidarietà espansiva

 

In un momento difficile come quello che stiamo attraversando, è ancora più importante, decisivo e fonte di vantaggi competitivi, conoscere tutti gli strumenti a disposizione per mantenere, sviluppare e potenziare il lavoro.

Potrebbe sembrare, a prima vista, un paradosso ma in realtà alcuni strumenti importanti esistono ma purtroppo, pochi li conoscono ancora meno li utilizzano.

I contratti di solidarietà espansiva.

Previsti dall’art. 2 della legge n. 863/1984, in perfetto “pendant” con i contratti di solidarietà difensiva del settore industriale  (e di quello strettamente correlato dalla normativa) particolarmente usati in questo periodo di crisi, i contratti di solidarietà espansiva concernono quei datori di lavoro e quei lavoratori che stipulano contratti collettivi, anche aziendali, per incrementare gli organici, attuando una riduzione stabile dell’orario di lavoro, con la contestuale assunzione di nuovo personale.  Sul punto, si richiama quanto affermato dall’INPS con la circolare n. 1/1987, la quale, tra le altre cose, ricorda come nel caso in cui le assunzioni avvengano non contestualmente ma progressivamente, il beneficio sia riconosciuto soltanto nel momento in cui le assunzioni corrispondano complessivamente alla riduzione di orario.

 
L’accordo collettivo sulla solidarietà espansiva va depositato presso la Direzione provinciale del Lavoro, che attraverso i propri organi di vigilanza, verifica la corrispondenza tra la riduzione concordata dell’orario di lavoro e le assunzioni effettuate. Il controllo della DPL è propedeutico al riconoscimento del contributo che (art. 2, comma 7, della legge n. 863/1984), può disporre la sospensione del beneficio qualora accerti l’inosservanza delle condizioni previste sia dalla norma di riferimento che dall’accordo collettivo.
 
Si tratta, in ogni caso, di un istituto che in oltre un quarto di secolo dalla sua approvazione ha avuto un seguito scarsissimo.
 
Incentivi di natura contributiva ed economica

Al datore di lavoro per ogni lavoratore assunto e per ogni mensilità corrisposta viene riconosciuto un contributo,  a carico della gestione INPS della disoccupazione, per i primi dodici mesi pari al 15% della retribuzione lorda prevista dal CCNL. Nei due anni successivi il contributo cala, rispettivamente, al 10% ed al 5%. Se le assunzioni avvengono nel Mezzogiorno (aree ex DPR n. 218/1978) il contributo è pari al 30% della retribuzione.
 
In sostituzione del contributo appena citato se l’assunzione riguarda i giovani fino a 29 anni per i primi tre anni e, comunque, non oltre il compimento del ventinovesimo anno di età, la quota a carico del datore di lavoro è dovuta in misura fissa corrispondente a quella prevista per gli apprendisti, ossia il 10%, ferma restando la contribuzione a carico del lavoratore (9,19%).
 
E’ appena il caso di ricordare come siano esclusi dal beneficio quei datori di lavoro che nei dodici mesi precedenti hanno proceduto a riduzioni di personale o a sospensioni temporanee dal lavoro.

About the Author

studio-acerbi

1 Comments
  1. 19/06/2012 at 13:01
    Reply

    [...] NEW! Favorire il lavoro: contratti di solidarietà espansiva. Uno strumento tanto importante ed utile quanto poco conosciuto e poco usato. Leggi di cosa si tratta, clicca qui! [...]

Leave a Comment