Il contratto di apprendistato

La riforma del mercato del lavoro con l'art.1 commi da 16 a 19 interviene sul testo Unico dell'Apprendistato (il Dlgs n.167/2011 art.2) modificandone la disciplina generale . Queste le novità introdotte:

  • introduzione di una durata minima del rapporto di apprendistato non inferiore a sei mesi (salvo le attività stagionali) , a cura degli accordi interconfederali o contratti collettivi nazionali;
  • nel caso di recesso al termine del periodo formativo, durante il periodo di preavviso (che decorre dal medesimo termine) continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato;
  • Con riferimento alle assunzione a decorrere dal 1° Gennaio 2013 , si incrementa il numero massimo di apprendisti che possono essere (contemporaneamente) alle dipendenze di un medesimo datore di lavoro(direttamente o mediante ricorso alla somministrazione di lavoro) . mentre la normativa vigente , che continua ad operare fino al 31 Dicembre 2012 fissa un unico limite massimo , pari al 100% rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro ( ossia un rapporto di 1 a 1) , la normativa in esame prevede che il suddetto limite massimo , pari al 100% rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro , si applica esclusivamente ai datori di lavoro che occupano fino a 10 dipendenti ; che negli altri casi il numero di apprendisti che un medesimo datore di lavoro può assumere non può superare il rapporto di 3 a 2; che è in ogni caso esclusa la possibilità di assumere in somministrazione apprendisti con contratto di somministrazione a termine;
  • si prevede che, per i datori di lavoro che occupano almeno 10 dipendenti, l'assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro , al termine del periodo di apprendistato, nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 50% degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro (la percentuale è tuttavia stabilita al 30% nei primi 36 mesi successivi all'entrata in vigore della legge di riforma). Dal computo della percentuale sono esclusi i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova , per dimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualora non sia rispettata la predetta percentuale, è consentita l'assunzione di un ulteriore apprendista rispetto a quelli già confermati , ovvero di un apprendista in caso di totale mancata conferma degli apprendisti pregressi. Gli apprendisti assunti in violazione dei predetti limiti sono considerati lavoratori subordinati a tempo indeterminato , sin dalla data di costituzione del rapporto.

    Sotto l'aspetto contributivo , le novità introdotte , aumentano il costo aziendale dell'apprendista. Infatti al rapporto di apprendistato si applica l'obbligo di versamento dell'aliquota contributiva dovuta per il finanziamento dei nuovi ammortizzatori sociali , pari al 1,31%. Inoltre si applica anche il ticket per i licenziamenti, che andrà pagato in ogni caso di interruzione dei rapporti di apprendistato, diverso dalle dimissioni o dal recesso del lavoratore, ivi incluso il recesso del datore di lavoro al termine del periodo di apprendistato.
     

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studio-acerbi

1 Comments
  1. 10/07/2012 at 16:15
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