Il contratto di lavoro intermittente

In riferimento ai contratti di lavoro intermittente, la riforma con l'art. 1 , commi 21 e 22 modifica i limiti di età del lavoratore entro i quali il contratto di lavoro intermittente può essere concluso, a prescindere dal fatto che si tratti di ipotesi individuate dalla contrattazione collettiva. Infatti il limite minimo di età viene abbassato a 24 anni rispetto ai 25 prima della riforma ,mentre il limite massimo viene alzato dai 45 anni previsti ante riforma ai 55 anni.

La riforma introduce l'obbligo di comunicazione preventiva del datore di lavoro , con modalità semplificate , alla direzione territoriale del lavoro competente del ricorso ad una prestazione lavorativa di durata superiore a 30 giorni , sulla base di un contratto di lavoro intermittente. L'inadempimento a tale obbligo è sanzionato con una sanzione amministrativa pecuniaria.
In ultimo, la riforma ha soppresso l'articolo 37 , il quale disponeva che nel caso di lavoro intermittente per prestazioni da rendersi il fine settimana, nonché nei periodi di ferie estivi o delle vacanze natalizie e pasquali l'indennità di disponibilità era corrisposta al prestatore di lavoro solo in caso di effettiva chiamata da parte del datore di lavoro.

La disposizione prevede, inoltre, che ulteriori periodi predeterminati possono essere previsti dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori di lavoro e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e territoriale.
Infine, i contratti di lavoro intermittente già sottoscritti alla data di entrata in vigore della legge di riforma , che risultino non compatibili con le nuove norme, cesseranno di produrre effetti decorsi 12 mesi da tale data.
 

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studio-acerbi

1 Comments
  1. 10/07/2012 at 12:04
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