Incentivi per le assunzione degli over 50. Associazione in partecipazione con apporto di lavoro

A)  Incentivi per assumere gli over 50

Dal 1 Gennaio 2013, per le assunzioni a tempo determinato ed indeterminato, o in somministrazione, di lavoratori con età non inferiore a 50 anni, disoccupati da oltre 12 mesi, oppure donne di ogni età, prive di impiego regolarmente retribuito dal almeno 6 mesi e residenti in regioni individuate con apposito decreto (territori ammissibili ai finanziamenti Ue), oppure da 24 mesi ovunque residenti, spetta al datore di lavoro uno sgravio contributivo.
Lo sgravio e determinato nella misura del 50% dei contributi a carico del datore di lavoro e spetta per 12 mesi in caso di assunzioni con contratto a termine o in somministrazione a tempo indeterminato.
Lo sgravio viene prolungato a 18 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato del contratto a termine . In caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato lo sgravio spetta per 18 mesi.

La riforma stabilisce inoltre, quattro principi per l'omogenea applicazione degli incentivi alle assunzioni:
1. gli incentivi non spettano se l'assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva. Gli incentivi sono esclusi anche nel caso in cui il lavoratore avente diritto all'assunzione viene utilizzato mediante contratto di somministrazione.
2. gli incentivi non spettano se l'assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine. Gli incentivi sono esclusi anche nel caso in cui, prima dell'utilizzo di un lavoratore mediante contratto di somministrazione, l'utilizzatore non abbia preventivamente offerto la riassunzione al lavoratore titolare di un diritto di precedenza per essere stato precedentemente licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine.
3. gli incentivi non spettano se il datore di lavoro o l'utilizzatore con contratto di somministrazione abbiano in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l'assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all'acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi oppure sia effettuata presso una diversa unità produttiva.
4. gli incentivi non spettano con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo. In caso di somministrazione tale condizione si applica anche all'utilizzatore.

Ai fini delle determinazione del diritto agli incentivi e della loro durata, la riforma prevede il cumulo dei periodi in cui il lavoratore ha prestato l'attività in favore dello stesso soggetto, a titolo di lavoro subordinato o somministrato. Il cumulo è escluso, invece, per le prestazioni in somministrazione effettuate dallo stesso lavoratore nei confronti di diversi utilizzatori, anche se fornite dalla medesima agenzia di somministrazione di lavoro, salvo che tra gli utilizzatori ricorrano assetti proprietari sostanzialmente coincidenti ovvero intercorrano rapporti di collegamento o controllo.
In ultimo, la riforma stabilisce che l'inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie (CO) inerenti l'instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dell'incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione.


B)  Associazione in partecipazione con apporto di lavoro

La riforma del mercato del lavoro interviene sull'associazione in partecipazione , regolamentata dall'art. 2549 del codice civile, prevedendo che nel caso in cui il conferimento dell'associato consista anche in una prestazione di lavoro , il numero degli associati impegnati nella medesima attività non possa essere superiore a 3, indipendentemente dal numero degli associati (a meno che gli associati siano legati da rapporto coniugale, di parentela entro il terzo grado o di affinità entro il secondo). In caso di violazione del suddetto divieto, il rapporto con tutti gli associati si considera rapporto di lavoro subordinato a tempi indeterminato. Questa novità introdotto dal testo della riforma durante l'esame al Senato , non avrà effetto per i contratti in essere alla data di entrata in vigore della riforma stessa e fino alla loro0 cessazione, a condizione che siano stati certificati.

Un altra novità introdotta dalla riforma dispone che i rapporti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, instaurati o attuati senza che vi sia stata una effettiva partecipazione dell'associato agli utili dell'impresa o del singolo affare , oppure senza la consegna del rendiconto previsto dall'art. 2552 del codice civile, si presumono , salva prova contraria , rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Tale presunzione opera nel caso in cui l'apporto di lavoro non presenti i requisiti di cui all'art. 69bis , comma 1-bis, lettera a del Dlge n. 276/2003 i quali stabiliscono i seguenti presupposti di regolarità, che se violati, determinano l'applicazione della sanzione della conversione del rapporto di associazione in partecipazione in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato:
1. durata della collaborazione complessivamente superiore a 8 mesi nell'arco dell'anno solare;
2. corrispettivo , anche se fatturato a più soggetti riconducibili al medesimo centro d'imputazione di interessi, che costituisce più dell'80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell'arco dell'anno solare;
3. disponibilità(al collaboratore) di una postazione di lavoro presso una delle sedi del committente.

 

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