Part-Time

Per quanto riguarda il contratto di lavoro a tempo parziale, la riforma (art.1 , comma 20) modifica l'articolo 3, comma 7 e 9 del Dlgs n. 61/2000 prevedendo che :

  • i contratti collettivi devono stabilire condizioni e modalità che consentano al lavoratore di richiedere l'eliminazione o la modifica delle clausole flessibili ed elastiche;
  • al lavoratore è riconosciuta la facoltà in determinati casi di revocare il consenso prestato all'inserimento di clausole flessibili od elastiche, e precisamente: convivenza con figli di età non superiore agli anni tredici , di presenza di patologie oncologiche , per i quali sussista una ridotta capacità lavorativa, o di patologie oncologiche riguardanti il coniuge , i figli o i genitori del lavoratore, o di convivenza con familiari portatori di handicap; lavoratori studenti(intendendosi per tali, ai sensi del richiamato articolo 10 , comma 1 , della legge n. 300/1970 , gli iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legali.

Per meglio capire il significato della riforma occorre ricordare le norme che regolamentano il contratto di lavoro a tempo parziale.
Infatti, si ricorda che le parti del contratto di lavoro a tempo parziale possono concordare clausole flessibili relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa. Nei rapporti di lavoro a tempo parziale di tipo verticale o misto possono essere stabilite clausole elastiche relative alla variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa. I contratti collettivi stabiliscono :

  • le condizioni e le modalità in relazione alle quali il datore di lavoro può modificare la collocazione temporale della prestazione lavorativa;
  • le condizioni e le modalità in relazione alle quali il datore di lavoro può variare in aumento la durata della prestazione lavorativa;
  • i limiti massimi di variabilità in aumento della durata della prestazione lavorativa.

La variazione in aumento della prestazione lavorativa, così come la modificazione della collocazione temporale della stessa , deve essere fatta con un preavviso in favore del prestatore di lavoro di almeno due giorni lavorativi. In alcuni casi i contratti collettivi prevedono anche il diritto del lavoratore ad ottenere una specifica compensazione.

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studio-acerbi

1 Comments
  1. 10/07/2012 at 13:07
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