Contratto a termine, raggiunti i 36 mesi si può ricorrere alla somministrazione

Il periodo massimo di trentasei mesi, previsto dalla legge, è riferito al solo contratto a tempo determinato e non è un limite applicabile alla somministrazione di lavoro. Quindi, un datore di lavoro, dopo aver esaurito il periodo massimo di trentasei mesi, può legittimamente impiegare il medesimo lavoratore ricorrendo alla somministrazione di lavoro a tempo determinato.

A seguito di istanza di interpello presentata da Assolavoro, la Direzione Generale per l’Attività ispettiva ha specificato che - come già chiarito con circ. n. 18/2012 – alla luce delle modifiche introdotte dalla Legge n. 92/2012, il periodo massimo dei 36 mesi per i contratti a termine, costituisce solo un limite alla stipulazione di contratti a tempo determinato e non – invece - al ricorso alla somministrazione di lavoro.

Conseguentemente, una volta raggiunti i trentasei mesi, il datore di lavoro potrà ricorrere alla somministrazione a tempo determinato con lo stesso lavoratore.

Tuttavia, occorre tener presente che, in materia di somministrazione di lavoro restano comunque ferme le disposizioni limitatrici introdotte dalla contrattazione collettiva.

(Fonte: Il Quotidiano IPSOA)

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