28/11/2012 – Con dei correttivi, distacco dei lavoratori: sì del CESE alla direttiva

Il CESE ha espresso parere positivo sulla proposta di direttiva della Commissione Europea concernente l’applicazione della direttiva relativa al distacco dei lavoratori perché la stessa garantisce la protezione dei lavoratori distaccati, prevenendo gli abusi e l’elusione delle norme vigenti, e cerca di realizzare l'obiettivo di scoraggiare il dumping sociale e la concorrenza sleale.

La Commissione Europea ha proposto una direttiva concernente l'applicazione della direttiva relativa al distacco dei lavoratori e una proposta di regolamento per codificare la normativa esistente riguardante il diritto di promuovere azioni collettive in situazioni transfrontaliere. In particolare, la direttiva di applicazione proposta dalla Commissione comprende i seguenti elementi:

  • il capo I stabilisce un quadro per la prevenzione degli abusi e dell'elusione delle norme vigenti, prevedendo disposizioni che hanno lo scopo di determinare se un'impresa eserciti effettivamente attività sostanziali diverse da quelle puramente interne di gestione e/o amministrazione e descrivendo gli elementi costitutivi della nozione di distacco nell'ambito della prestazione di servizi e dell'obbligo di effettivo stabilimento del prestatore di servizi in uno Stato membro, al fine di impedire che si creino casi fittizi di distacco e società come le cosiddette "cassette delle lettere"; 
  • il capo II stabilisce le disposizioni in materia di accesso all'informazione, vale a dire le esigenze d'informazione dei dipendenti e delle imprese riguardo ai loro diritti e doveri; 
  • il capo III contiene disposizioni in materia di cooperazione tra le autorità nazionali competenti per il distacco; 
  • il capo IV disciplina il monitoraggio del distacco e tratta delle misure nazionali di controllo; 
  • il capo V riguarda i meccanismi per l'attuazione e il rispetto della direttiva nella pratica e la presentazione delle denunce, nonché il diritto di proporre azioni giudiziarie o amministrative; 
  • il capo VI contiene le norme che disciplinano l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative; 
  • il capo VII, infine, determina le sanzioni e le disposizioni connesse all'uso del sistema di informazione del mercato interno. 

Premesso che già in due precedenti pareri il CESE aveva chiesto di rafforzare le norme concernenti il distacco dei lavoratori, chiarendo e perfezionando tra l'altro le disposizioni della direttiva in materia e migliorando la cooperazione tra le autorità degli Stati membri, con il recente parere il Comitato ha accolto con favore gli obiettivi fissati nella direttiva di applicazione proposta, sottolineando al tempo stesso l'importanza di garantire la protezione dei lavoratori distaccati, rispettare i diversi modelli di mercato del lavoro applicati negli Stati membri e scoraggiare il dumping sociale e la concorrenza sleale. 

Per il CESE è, inoltre, importante che la proposta garantisca la protezione dei lavoratori distaccati, rispetti i diversi modelli di mercato del lavoro adottati dagli Stati membri e realizzi l'obiettivo di scoraggiare il dumping sociale e la concorrenza sleale, nonché di ampliare le opportunità per gli scambi transfrontalieri, evitando soprattutto costi amministrativi superflui. 

Per promuovere la fornitura transfrontaliera di servizi in un clima di concorrenza equa, è importante garantire uno standard minimo di condizioni di lavoro uniforme conformemente alle legislazioni e ai contratti collettivi nazionali. 

Tuttavia, il CESE: 

  • chiede di chiarire e potenziare ulteriormente il testo proposto in materia di servizi transfrontalieri; 
  • in merito agli elementi che dovrebbero consentire se l'impresa eserciti attività sostanziali nel paese di stabilimento, chiede che l'elenco fornito nella direttiva non sia considerato esaustivo; 
  • ritiene che andrebbero sostenute le iniziative di diffusione delle informazioni assunte dalle parti sociali settoriali; 
  • per quanto riguarda i controlli, ritiene importante che le autorità del paese ospitante abbiano la responsabilità globale di verificare eventuali violazioni nel caso di lavoratori distaccati temporaneamente da altri paesi e che le autorità del paese d'origine collaborino con quelle del paese ospitante. Per il CESE dovrebbe, altresì, essere possibile condurre questi controlli su iniziativa delle autorità dello Stato membro ospitante e non soltanto di quelle del paese di stabilimento dell'impresa; 
  • ritiene che andrebbe inserito il requisito di fornire informazioni in merito ai contributi previdenziali/alle imposte e al luogo in cui sono stati versati; 
  • Invita la Commissione a mettere a punto, insieme con le parti sociali, una definizione più precisa di "obblighi di diligenza".

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