14/01/2013. Tutele in costanza di rapporto di lavoro

 

Come operano le tutele in costanza di rapporto di lavoro dopo la Riforma?

 

L'INPS fa presente che la legge di riforma del lavoro ha definitivamente incluso nel novero delle imprese destinatarie del trattamento di integrazione salariale stra...ordinario alcune tipologie di imprese, oggi ammesse solo annualmente al trattamento con specifici provvedimenti legislativi. Inoltre tale legge ha messo a regime l’indennità di mancato avviamento al lavoro per i lavoratori del settore portuale e modificato i requisiti per la concessione della cigs per le imprese in procedura concorsuale. Su questi temi interviene ora l'Istituto per fornire alcuni chiarimenti.

La legge n. 92/2012 ha apportato numerose modifiche al sistema di tutele previste dall'ordinamento in costanza di rapporto di lavoro.

Si rammenta, pertanto, quanto segue:

  • definitiva inclusione nel novero delle imprese destinatarie del trattamento di integrazione salariale straordinario di alcune tipologie di imprese, oggi ammesse solo annualmente al trattamento con specifici provvedimenti legislativi;
  • messa a regime l’indennità di mancato avviamento al lavoro per i lavoratori del settore portuale;
  • modifica dei requisiti per la concessione del predetto trattamento per le imprese in procedura concorsuale;
  • abrogazione della normativa relativa al rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità (DID) ;
  • disciplina delle ipotesi di decadenza in caso di rifiuto del beneficiario di essere avviato ad un corso di formazione o riqualificazione o di mancata regolare frequenza senza giustificato motivo.

 

L'INPS detta ora le prime istruzioni in merito.

Estensione del trattamento straordinario di integrazione salariale - Disciplina: a decorrere dal 1° gennaio 2013 le disposizioni in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale e i relativi obblighi contributivi sono estesi alle seguenti imprese:

  • imprese esercenti attività commerciali con più di cinquanta dipendenti;
  • agenzie di viaggio e turismo, compresi gli operatori turistici, con più' di cinquanta dipendenti;
  • imprese di vigilanza con più di quindici dipendenti;
  • imprese del trasporto aereo a prescindere dal numero di dipendenti;
  • imprese del sistema aeroportuale a prescindere dal numero di dipendenti.

Fino al 31 dicembre 2012, dette imprese hanno avuto accesso al trattamento di integrazione salariale straordinario sulla base di finanziamenti specifici, autorizzati annualmente nelle leggi di stabilità.

La legge di riforma, inoltre, ha previsto l’abrogazione, dal 1 gennaio 2013, della normativa in forza della quale le imprese del settore trasporto aereo possono fruire del trattamento straordinario di integrazione salariale per un periodo massimo di 48 mesi.

Di conseguenza, viene abrogata la disciplina della durata “speciale” della cassa integrazione guadagni straordinaria per il personale, anche navigante, delle imprese del trasporto aereo e delle società di gestione aeroportuale; la durata dell’indennità di integrazione salariale per detto personale, eventualmente sospeso dal 1° gennaio 2013, sarà quella prevista in via generale in relazione alle differenti tipologie di causale.

Indennità di mancato avviamento al lavoro per i lavoratori del settore portuale - Disciplina: la legge di riforma prevede, a regime, la prestazione dell’indennità di mancato avviamento al lavoro per i lavoratori del settore portuale.

Fino al 31 dicembre 2012, le imprese del settore portuale hanno avuto accesso all’indennità sulla base di finanziamenti specifici, autorizzati annualmente nelle leggi di stabilità.

L’indennità spetta:

  • ai lavoratori addetti alle prestazioni di lavoro temporaneo occupati con contratto di lavoro a tempo indeterminato nelle imprese e nelle agenzie di cui all’articolo 17, commi 2 e 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84 di riordino della legislazione in materia portuale:
  • ai lavoratori dipendenti dalle società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali ai sensi dell’articolo 21, comma 1, lettera b), della citata legge n. 84 del 1994.

La prestazione spetta per ogni giornata di mancato avviamento al lavoro, comprese quelle che coincidano, in base al programma, con le giornate festive per le quali il lavoratore sia risultato disponibile.

L’indennità è pari ad un ventiseiesimo del trattamento massimo mensile di integrazione salariale straordinaria, comprensiva degli assegni per il nucleo familiare, ed è riconosciuta per un numero di giornate pari alla differenza tra il numero massimo di 26 giornate mensili erogabili e il numero delle giornate effettivamente lavorate in ciascun mese, incrementato del numero delle giornate di ferie, malattia, infortunio, permesso e indisponibilità. L’indennità è erogata dall’INPS, previa acquisizione di appositi elenchi predisposti dal Ministero delle infrastrutture e trasporti in base agli accertamenti effettuati in sede locale dalle competenti autorità portuali o, laddove non istituite, dalla autorità marittime, recanti il numero, distinto per ciascuna impresa o agenzia, delle giornate di mancato avviamento al lavoro.

Con riferimento alle modalità di pagamento nulla viene innovato. Pertanto, l’indennità è erogata, utilizzando l’attuale procedura informatica con le modalità attualmente vigenti.

Per i periodi di indennità spetta la relativa contribuzione figurativa.

La concessione di integrazione salariale straordinaria nelle ipotesi di aziende interessate da procedure concorsuali: sono state introdotte due importanti novità alla disciplina della concessione del trattamento di integrazione salariale straordinario per le aziende interessate da procedure concorsuali.

  • modificati i requisiti previsti per la concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale (ex articolo 3, comma 1, l. n. 223 del 1991), che potrà riguardare soltanto le aziende per le quali «sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione”. A tale riguardo, con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in corso di definizione, devono essere individuati i “parametri oggettivi” sulla base dei quali il Ministero stesso, nella fase istruttoria, valuterà l’ammissibilità della concessione di integrazione a queste tipologie di impresa.
  • a partire dal 1° gennaio 2016: abrogazione dell’intero articolo 3 della Legge n. 223/1991. Pertanto, l’intervento straordinario di integrazione salariale per le imprese assoggettate a procedure concorsuali non sarà più concedibile a partire da questa data.

Abrogazione della normativa sul rilascio della Dichiarazione di immediata disponibilità (DID): abrogata dal 18 Luglio 2012 la normativa che subordina il diritto a percepire qualsiasi trattamento di sostegno al reddito al rilascio, da parte del richiedente, della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o a un percorso di riqualificazione professionale (DID) (ex art. 19, co. 10, D.L. n. 185/2008).

Di conseguenza, i lavoratori sospesi, beneficiari della tutela del sostegno a reddito in costanza del rapporto di lavoro, non sono più tenuti a rilasciare la predetta dichiarazione al datore di lavoro; questi non è più tenuto a raccogliere e conservare presso di sè le dichiarazioni di immediata disponibilità (mod. SR105), sottoscritte dai lavoratori interessati al trattamento di integrazione salariale.

Pertanto, le disposizioni contenute nella circolare INPS n. 133 del 2010 non si applicano più a partire dal 18 luglio 2012 e il modello SR105 non è più disponibile sul sito dell’Istituto.

Decadenza dal trattamento di integrazione salariale: la legge di riforma prevede la decadenza dalla prestazione in costanza di rapporto di lavoro se il beneficiario rifiuta di essere avviato ad un corso di formazione o riqualificazione o non lo frequenti regolarmente senza giustificato motivo.

Si specifica anche che la decadenza si verifica quando le attività di formazione ovvero di riqualificazione si svolgono in un luogo che non dista più di 50 km dalla residenza del lavoratore o comunque è raggiungibile con mezzi di trasporto pubblici mediamente in 80 minuti.

In queste ipotesi, qualora sia dichiarata la decadenza dalla prestazione, rimangono salvi i diritti già maturati.

Viene fatto obbligo ai Servizi competenti di cui all’articolo 1, comma 2 lett. g, del decreto Legislativo 21 aprile 2000 n. 181 e successive modificazioni e integrazione, di comunicare tempestivamente all’INPS gli eventi sopra indicati.

A seguito della comunicazione, l’Istituto adotta il provvedimento di decadenza, recuperando le somme eventualmente erogate per i periodi di non spettanza del trattamento.

Avverso il provvedimento di decadenza è ammesso ricorso al Comitato provinciale di cui all’art. 34 del DPR 30 aprile 1970, n. 639.

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