15/03/2013 – ASpI ai lavoratori sospesi

 

ASpI ai lavoratori sospesi per crisi aziendali, erogazione in via sperimentale

 

La legge di riforma del mercato del lavoro riconosce, in via sperimentale per il periodo 2013-2015, l’erogazione della indennità di disoccupazione collegata all’ASpI ai lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali che siano in possesso di particolari requisiti assicurativi e contributivi, a condizione che ci sia un intervento integrativo pari almeno alla misura del 20% dell’indennità stessa a carico dei Fondi bilaterali, ovvero a carico dei nuovi Fondi di solidarietà. L'INPS detta ora le istruzioni operative.

La Riforma del mercato del lavoro prevede l'erogazione della prestazione ASpI ai lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali e precisa che poiché le misure oggetto della circolare in commento sono destinate - per quanto riguarda i lavoratori sospesi - a tutelare fattispecie sostanzialmente omogenee rispetto a quelle stabilite dal D.L. n. 185 del 2008; per quanto non espressamente disciplinato nella presente circolare, e in quanto compatibili con la legge di riforma, si richiamano le norme regolamentari contenute nel decreto interministeriale 19 maggio 2009, n. 46441, fino ad emanazione di nuovi indirizzi ministeriali.

Cio 'premesso, l'istituto di previdenza fornisce le indicazioni applicative in ordine alla disciplina della indennità di disoccupazione (ASpI) ai lavoratori sospesi.

Innanzitutto, la tutela in argomento è prevista esclusivamente a favore dei lavoratori sospesi nelle ipotesi di crisi aziendali o occupazionali, situazioni che l'Inps provvede a definire richiamando sul punto anche precedenti istruzioni. Nello specifico, essa riguarda i lavoratori con contratti a tempo indeterminato e determinato, dipendenti da aziende non destinatarie, per settore o dimensione, di interventi di CIGO cassa integrazione guadagni gestione speciale per l’edilizia, per i lapidei e per l’agricoltura, e di Cigs ovvero dipendenti di imprese artigiane che rientrano nel campo di applicazione dell’articolo 12, comma 1, della legge n.223/91.

In merito agli apprendisti, si precisa che a decorrere dal 1° gennaio 2013, si profila quanto segue:

  • in caso di eventi di disoccupazione involontaria e cessazione del rapporto di lavoro: spetta la indennità di disoccupazione ASpI e Mini AspI (si rinvia al contenuto della circolare INPS n. 142 del 2012);
  • in caso di sospensione del rapporto di lavoro: spetta – in presenza dei requisiti richiesti (cfr. paragrafo successivo) –la tutela in oggetto.

Ai fini dell’erogazione della prestazione, la riforma prevede il possesso di una serie requisiti soggettivi che devono essere verificati preliminarmente all’erogazione dell’indennità. In particolare si richiede:

  • due anni di assicurazione contro la disoccupazione; occorre che siano trascorsi almeno due anni dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione, precisando che il biennio viene determinato a decorrere dal primo giorno in cui il lavoratore risulta disoccupato;
  • un anno di contribuzione contro la disoccupazione (contributi DS e/o ASpI) nel biennio precedente l’inizio del periodo di sospensione.

Sul punto si rinvia alla circolare INPS 18 dicembre 2012, n. 142.

In ordine alla misura, l'istituto osserva che l’indennità è rapportata ad una base di calcolo determinata dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, comprensiva degli elementi continuativi e non, e delle mensilità aggiuntive (si tratta della retribuzione imponibile presente in Uniemens), divisa per il totale delle settimane di contribuzione indipendentemente dalla verifica del minimale e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.

L'indennità mensile è rapportata alla retribuzione media mensile, così determinata, ed è pari al 75% nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore per il 2013 all'importo di 1.180 euro mensili, annualmente rivalutato sulla base della variazione dell'indice ISTAT intercorsa nell'anno precedente; nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore al predetto importo l'indennità è pari al 75% di 1.180 euro incrementato di una somma pari al 25% del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto importo.

L'indennità mensile non può in ogni caso superare l'importo mensile massimo di cui all'articolo unico, secondo comma, lettera b), della legge 13 agosto 1980, n. 427, e successive modificazioni.

All'indennità non si applica il prelievo contributivo di cui all'articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.

Il calcolo della indennità è disciplinato dalla legge di riforma su base mensile, mentre nelle altre ipotesi l’indennità da erogare al lavoratore dovrà essere divisa per 30 – al fine di determinare il valore giornaliero - e moltiplicata per il numero delle giornate di effettiva sospensione.

La prestazione viene erogata entro un limite massimo di 90 giornate da computare nel biennio mobile (parametro utilizzato nelle prestazioni di Cassa Integrazione Guadagni in caso di fruizione del trattamento per periodi non consecutivi). Si ricorda che il biennio mobile costituisce l’arco temporale di durata all’interno del quale vanno collocate le giornate richieste e, ai fini del computo del biennio, devono essere considerate le 104 settimane immediatamente precedenti la settimana di integrazione richiesta.

Nel caso di sospensione, il biennio mobile viene calcolato a partire dalla prima giornata effettiva di inizio della sospensione del lavoratore, per la quale l’azienda ha presentato rendicontazione all’INPS, e considerando le 104 settimane immediatamente precedenti la suddetta data.

La sospensione effettiva può verificarsi in giornate non consecutive all’interno del periodo oggetto dell’accordo sindacale, poiché la norma dispone solo che la durata massima del trattamento “non può superare novanta giornate da computare in un biennio mobile”. La tutela può quindi essere flessibile ed articolarsi in turnazioni settimanali e/o giornaliere.

In tali casi, in presenza di una nuova domanda per un periodo ulteriore di sospensione, il biennio mobile andrà ricalcolato per ciascun lavoratore coinvolto.

Prestazioni accessorie

Per il periodo di fruizione dell’indennità, ovvero per le giornate fruite in caso di sospensione non continuativa, sono riconosciuti i contributi figurativi utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici.

Resta confermato il diritto all’assegno per il nucleo familiare quale prestazione accessoria dell’indennità di disoccupazione (ASpI) ai lavoratori sospesi.

Intervento integrativo degli enti bilaterali

La legge n. 92/2012 ha previsto per tale misura sperimentale per il triennio 2013-2015, l’intervento obbligatorio integrativo “pari almeno al 20%” a carico dei Fondi bilaterali ovvero a carico dei fondi di solidarietà.

La legge di riforma non ha abrogato, tra l’altro, il comma 4 del citato articolo 19 del decreto legge n.185 del 2008 (convenzioni INPS-Enti bilaterali).

L’Istituto, nelle more della predisposizione di un nuovo testo di convenzione da fare sottoscrivere agli Enti bilaterali che intendono intervenire nell’erogazione di tale prestazione, permetterà comunque a quelli già censiti e presenti nella procedura di gestione di operare a decorrere dal 1° gennaio 2013.

Domanda

Il modello di domanda della prestazione in oggetto, MOD.DS/Sosp COD.SR74 – 2013/2015, tiene conto delle novità introdotte dalla legge di riforma.

Si rammenta che la presentazione di tale domanda di indennità di disoccupazione legata all’ASpI avviene – dal 1° aprile 2012 – esclusivamente in via telematica (si veda circolare INPS 14 maggio 2012, n.68).

Finanziamento della prestazione e monitoraggio della spesa

Come evidenziato in premessa, il trattamento è riconosciuto nel limite delle risorse non superiore a 20 milioni di euro annui per il periodo 2013-2015.

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