3/06/2013 – Contratti: come distinguerli?

 

Come distinguere l'associazione in partecipazione dal lavoro subordinato?

La Corte di Cassazione afferma che il rapporto intercorso tra le parti non configurava un rapporto di associazione in partecipazione, bensi 'un rapporto di lavoro subordinato in quanto l’apporto dell’associato all’impresa era consistito esclusivamente in prestazioni lavorative.

Gli Ermellini confermano quanto gia' espresso in altra occasione e cioe' che in tema di distinzione fra contratto di associazione in partecipazione con apporto di prestazione lavorativa da parte dell’associato e contratto di lavoro subordinato, pur avendo indubbio rilievo il "nomen iuris" usato dalle parti, occorre accertare se lo schema negoziale pattuito abbia davvero caratterizzato la prestazione lavorativa o se questa si sia svolta con lo schema della subordinazione (Cass. n. 4524 del 2011).

Nel caso di specie la Corte di appello ha ritenuto in concreto inattuato lo schema negoziale tipico del contratto di associazione in partecipazione, rilevando che era mancato il controllo da parte degli associati sugli utili, che gli associati erano rimasti sostanzialmente estranei alla gestione dell’azienda,che ad essi non era mai stato presentato un rendiconto contabile.

Ma non solo: nel caso di specie la prestazione era stata resa dalla lavoratrice con modalita’ identiche sia nel periodo in cui il rapporto era formalmente configurato di natura subordinata sia nel periodo immediatamente successivo in cui era stato stipulato un contratto di associazione in partecipazione con la ex dipendente.

E ancora: viene ribadito che l’elemento che contraddistingue il rapporto di lavoro subordinato rispetto al rapporto di lavoro autonomo, assumendo la funzione di parametro normativo di individuazione della natura subordinata del rapporto stesso, e’ l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro, con conseguente limitazione della sua autonomia ed inserimento nell’organizzazione aziendale, mentre altri elementi, quali l’assenza di rischio, la continuita’ della prestazione, l’osservanza di un orario e la forma della retribuzione assumono natura meramente sussidiaria e non decisiva.

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