3/06/2013 – Danno da uso massiccio del mouse

 

Danno derivante da uso massiccio del mouse: primo caso in Italia.

La Corte di Appello dell'Aquila interviene su un caso di tecnopatia riconoscendo il diritto del lavoratore - riconosciuto affetto da sindorme derivante da overuse del mouse - all'indennizzo da parte dell'Istituto assicuratore.

Un lavoratore - impiegato di banca che utilizza pc e mouse abitualmente per lavorare - chiede un indennizzo risarcitorio all'Inail per avere contratto malattia professionale nello svolgimento delle predette mansioni (per sindrome pronatoria - compressione del nervo mediano del'avambraccio destro da overuse del mouse del computer).

L'Inail nega l'indennizzo e dopo che l'istanza viene rigetta in sede amministrativa, il lavoratore chiede l'accertamento della malattia professionale in sede giudiziale con conseguente condanna dell'Istituto a corrispondere in suo favore la rendita o, in subordine, l'indennizzo ex art. 13 del T.U. n. 38/2000.

Il consulente tecnico d'ufficio accerta la sussistenza della sindrome citata e che la malattia e' stata determinata da fattori morbigeni cui il lavoratore e' stato addetto. La domanda del lavoratore viene accolta e l'Inail viene condannata - in Corte d' Appello - a pagare l'indennizzo.

Inca Cgil ha sottolineato che -la sentenza resa dalla Corte di Appello di l'Aquila tratta del primo caso accertato in Italia di tecnopatia occasionata dall'utilizzo massiccio del mouse del computer.

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