17/09/2013 – Decreto “Del fare”: adempimenti

Decreto "Del fare": Semplificazione adempimenti formali in materia di lavoro


 

Diverse sono le novità introdotte dal D.L. 69/2013 con riferimento a disposizioni contenute nel TU 81/2008 in mater...ia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’art. 32 prevede per settori a basso rischio infortunistico – da identificare mediante un apposito DM Lavoro sulla base di criteri e parametri oggettivi desunti dagli indici infortunistici di settore dell’INAIL, sentita anche la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni –si prevede che: nel caso di appalti, in alternativa al Documento unico di valutazione dei rischi (DUVRI), possa essere individuato dal committente un incaricato unico che sovraintenda le attività relative alla sicurezza, garantendo il necessario coordinamento con appaltatori e subappaltatori- l’incaricato dovrà essere in possesso di formazione, esperienza e competenze professionali tipiche del preposto, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell’ambiente di lavoro.

A tali dati accedono il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e gli organismi locali delle organizzazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Viene ripristinato la possibilità di autocertificare la valutazione dei rischi.

Come noto, tale possibilità era venuta meno con l’entrata in vigore il 1° giugno 2013 delle procedure standardizzate obbligatorie per i datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori. La misura sarà operativa dall’emanazione del decreto di cui sopra,al quale, infatti, verrà allegato un modello per dichiarare di aver comunque effettuato la valutazione dei rischi (pur senza aver seguito le procedure standardizzate).

Sempre in materia di valutazione dei rischi, l’assenza di un obbligo di predisposizione del DUVRI è ora prevista per i servizi di natura intellettuale, per le mere forniture di materiali o attrezzature e per i lavori o servizi con durata non superiore a 5 uomini-giorno (nell’arco di un anno temporale dall’inizio dei lavori) – a patto che essi non comportino rischi particolari (es. derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, bio logici, atmosfere esplosive).

Al fine di evitare duplicazioni sono introdotte alcune misure di razionalizzazione in tema di formazione degli addetti e dei responsabili dei servizi di prevenzione e protezione interni ed esterni (art. 32 del D.Lgs. 81/2008) e dei lavoratori e dei loro rappresentanti (art. 37 D.lgs 81/2008).

Nel caso in cui tali soggetti abbiano già svolto percorsi formativi, i cui contenuti si sovrappongano in tutto o in parte a quelli cui sono tenuti per legge gli addetti, i responsabili e i rappresentanti, si ha il riconoscimento di un apposito credito formativo in relazione alla durata e ai contenuti della formazione già ricevuta.

Le modalità di riconoscimento del credito formativo e i modelli per mezzo dei quali è documentata l'avvenuta formazione sono individuati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro. Gli istituti di istruzione e universitari provvedono a rilasciare agli allievi equiparati ai lavoratori, ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera a), e dell'articolo 37, comma 1, lettere a) e b), del D.lgs 81/2008 , gli attestati di avvenuta formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro.

In materia di comunicazioni da rendere agli organi di vigilanza competenti per territorio rispetto a nuovi insediamenti produttivi – ex art. 67 D.lgs 81/2008– potranno essere effettuate nell’ambito delle attestazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive di cui al DPR 160/2010, previa individuazione delle informazioni da trasmettere at traverso apposito decreto interministeriale.

Il datore di lavoro potrà trasmettere per via telematica, anche per il tramite di organismi paritetici o di organizzazioni datoriali, messaggi e notifiche relativi a diverse e specifiche misure di protezione e di prevenzione, di esposizione a particolari rischi non prevedibili, di situazioni di emergenza (art. 225, comma 8, art.240, comma 3, art. 250, comma 1, art. 277 comma 2 del D.lgs. 81/2008).

Sul fronte delle verifiche periodiche delle attrezzature (art. 71 D.lgs. 81/2008) è stato ridotto da 60 a 45 il termine entro cui l’INAIL è tenuto ad effettuare la prima verifica. Una volta decorso inutilmente il termine di quarantacinque giorni il soggetto interessato potrà subito rivolgersi a soggetti pubblici o privati abilitati.

Le successive verifiche sono effettuate su libera scelta del datore di lavoro dalle ASL o, dove ciò sia previsto con legge regionale, dall’ARPA, o da soggetti pubblici o privati abilitati.

Per l’effettuazione delle verifiche l’INAIL può avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati.
I verbali redatti all’esito delle verifiche devono essere conservati e tenuti a disposizione dell’organo di vigilanza.

Per i piccoli lavori nei cantieri finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi e la cui durata presunta non sia superiore a 10 uomini-giorno saranno individuati con apposito decreto interministeriale modelli semplificati per la redazione di alcuni documenti –piano operativo sicurezza (POS), piano sicurezza e coordinamento (PSC) e fascicolo d’opera.

Sempre in tema di documentazione, a livello generale, si demanda ad un altro decreto interministeriale l’individuazione di modelli semplificati per la redazione del piano di sicurezza sostitutivo del paino di sicurezza e coordinamento, come richiamato dall’articolo 131 del Codice degli appalti. Infine sono estese le tutele previste dall’art. 21 del D.lgs. 81/2008 nei confronti dei volontari di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, dei volontari che effettuano servizio civile, dei soggetti che prestano la propria attività, spontaneamente e a titolo gratuito o con mero rimborso di spese, in favore delle associazioni di promozione sociale di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 383, e delle associazioni sportive dilettantistiche di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, e all'articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, nonché nei confronti di tutti i soggetti di cui all'articolo 67, comma 1, lettera m), del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.

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