17/09/2013 – Decreto “Del fare”: DURC

Decreto "Del fare": semplificazioni in materia di DURC


 

L'art. 31 del DL 69/2013, introduce alcune modiche in materia di Durc, infatti, vengono modificate alcune norme presenti all'interno del Codice dei Contratti (D.Lgs. n. 163/2006) e del suo Regolamento di attuazione (D.P.R. n. 207/2010).

Crediti nei confronti della pubblica amministrazione

Il comma 1 dell’art. 31, estende a tutte le tipologie di DURC la possibilità, prima prevista per i soli DURC rilasciati per benefici normativi e contributivi, di rilascio “in presenza di una certificazione (...) che attesti la sussistenza e l’importo dei crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto”.

Lavori edili in economia

Come evidenziato dal Ministero del Lavoro con circolare n. 36 del 06.09.2013, viene definitivamente chiarito che “in caso di lavori privati di manutenzione in edilizia realizzati senza ricorso a imprese direttamente in economia dal proprietario dell’immobile, non sussiste l’obbligo di richiesta del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) agli Istituti o agli Enti abilitati al rilascio”.

Inadempienze contributive

Nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e alle erogazioni di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici di qualunque genere, compresi quelli di cui all'articolo 1, comma 553, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in caso di ottenimento del DURC che segnali un'inadempienza contributiva relativa a uno o più soggetti impiegati nell'esecuzione del contratto, i medesimi soggetti trattengono dal certificato di pagamento l'importo corrispondente all'inadempienza. Il pagamento di quanto dovuto per le inadempienze accertate mediante il DURC è disposto direttamente agli enti previdenziali e assicurativi, compresa, nei lavori, la cassa edile.

Acquisizione d'ufficio

Vengono introdotte alcune importanti modifiche all'acquisizione d'ufficio del DURC per ciò che riguarda gli accertamenti dei requisiti di ordine generale per l'affidamento di concessioni e appalti (o subappalti) pubblici di lavori, forniture e servizi previsti dall'articolo 38 del D.Lgs. n. 163/2006 e il pagamento delle prestazioni.
In particolare, nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture il DURC deve essere acquisito d'ufficio per via telematica per:

  • la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all'articolo 38, comma 1, lettera i), del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ovvero in caso di violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali;
  • l'aggiudicazione del contratto ai sensi dell'articolo 11, comma 8, del codice di cui al decreto legislativo n. 163 del 2006, che afferma che l'aggiudicazione definitiva diventa efficace dopo la verifica del possesso dei prescritti requisiti;
  • la stipula del contratto;
  • il pagamento degli stati avanzamento lavori o delle prestazioni relative a servizi e forniture;
  • il certificato di collaudo, il certificato di regolare esecuzione, il certificato di verifica di conformità, l'attestazione di regolare esecuzione, e il pagamento del saldo finale.

Le 5 fasi sopra riportate sono state poi suddivise in tre raggruppamenti, in relazione ai quali dovranno essere richiesti differenti DURC.

Il primo gruppo comprende i primi 3 punti sopra richiamati. Ne discende, quindi, che il DURC richiesto per il primo punto potrà essere utilizzato anche per i successivi due, nell’arco dei 120 giorni dalla data di rilascio.

Di sicuro rilievo la possibilità di utilizzo del DURC acquisito per le predette fattispecie, in corso di validità,anche per contratti pubblici di lavori, servizi e forniture diversi da quelli per i quali è stato espressamente acquisito. 

Il secondo raggruppamento include gli ultimi due punti, ad esclusione del pagamento a saldo finale per il quale dovrà essere richiesto apposito DURC.

Dal quadro sopra esposto discende che, come evidenziato nella circolare ministeriale n. 36/2013 sopra richiamata, “viene meno l’esigenza per le stazioni appaltanti di acquisire un numero di DURC pari al numero dei SAL o delle fatture relative ad ogni procedura contrattuale e per ciascuna delle attestazioni e certificati elencati nelle predette lettere d) ed e)”.

Validità del DURC

Ai sensi dell’art. 31 comma 5 del D.L. 69/2013, il DURC rilasciato per i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture non ha più validità trimestrale, ma di 120 giorni, a decorrere dalla data di emissione.

Come evidenziato dalla circolare n.36 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, tale disposizione è stata introdotta in fase di conversione in Legge e, pertanto, in vigore dal 21 agosto 2013. Ne discende, quindi, che i DURC rilasciati prima di tale data godranno di una validità di 90 giorni, così come previsto dalla previgente normativa.

Sempre la circolare sopra richiamata specifica che “va tuttavia precisato che, con specifico riferimento al DURC acquisito ai fini di cui alla lett. a) (“per la verifica della dichiarazione sostitutiva relativa al requisito di cui all’articolo 38, comma 1, lettera i), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163”), la durata di 120 giorni di validità decorre, evidentemente, non dalla data del rilascio ma dalla data, indicata nel Documento, di verifica della dichiarazione sostitutiva”.

Nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, ai fini della verifica amministrativo-contabile, i titoli di pagamento devono essere corredati dal DURC anche in formato elettronico.

Così come ai fini della fruizione dei benefici normativi e contributivi in materia di lavoro e legislazione sociale e per finanziamenti e sovvenzioni previsti dalla normativa dell'Unione europea, statale e regionale, l DURC ha validità di centoventi giorni dalla data del rilascio.

Ai fini dell’ammissione delle imprese di tutti i settori ad agevolazioni oggetto di cofinanziamento europeo finalizzate alla realizzazione di investimenti produttivi, le pubbliche amministrazioni procedenti anche per il tramite di eventuali gestori pubblici o privati dell’intervento interessato, sono tenute a verificare, in sede di concessioni delle agevolazioni, la regolarità contributiva del beneficiario, acquisendo d’ufficio il DURC. Tali agevolazioni sono riconosciute, altresì, in caso di DURC rilasciato in data non anteriore di 120 giorni.

Inoltre fino al 31 dicembre 2014 il DURC avrà validità di 120 giorni anche per i lavori edili per i soggetti privati.

Si tratta di una novità molto significativa non soltanto per l’estensione del termine di validità in se stessa considerata, ma soprattutto per la correlazione dell’estensione alla possibilità, per le stazioni appaltanti, di utilizzare il medesimo DURC, già in loro possesso, per assolvere all’obbligo di verifica della regolarità contributiva relativamente a fasi successive del processo di approvvigionamento di beni, servizi o lavori pubblici.

DURC e subappalto.

Viene modificato anche l’art. 118 comma 6 del D.Lgs. n. 163/2006, prevedendo che, ai fini del pagamento delle prestazioni rese nell’ambito dell’appalto o del subappalto, la stazione appaltante acquisisca d’ufficio il documento unico di regolarità contributiva in corso di validità relativo all’affidatario e a tutti i subappaltatori e non siano più questi ultimi a doverli trasmettere alla stazione appaltante committente, pubblica o privata che sia.

Il ruolo dei professionisti

Il D.L. 69/2013 all’art. 31 comma 8 prevede che gli enti preposti al rilascio del DURC coinvolgano i consulenti del lavoro e gli altri professionisti indicati all’art 1 della L. 12/79 che svolgono tale attività a supporto dell’impresa. Gli enti, infatti, prima dell’emissione del DURC irregolare o dell’annullamento del documento già rilasciato, devono inviare una PEC ai predetti professionisti, allo scopo di invitare, loro tramite, l’impresa assistita a regolarizzare la propria posizione entro un termine non superiore a quindici giorni, indicando analiticamente le cause della irregolarità e mettendo, così in grado i consulenti di identificare chiaramente le problematiche ed assistere l’impresa nell’eventuale regolarizzazione.

Intervento sostitutivo

Anche in questo caso il decreto del fare non modifica direttamente l’art. 4 del D.P.R. 207/2010, che già prevedeva l'intervento sostitutivo della stazione appaltante in caso di inadempienza contributiva evidenziata dal DURC.

Viene, però, esteso l’ambito soggettivo della norma, in quanto, anche in questo caso, si fa riferimento a tutti i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera b) e, quindi, non solo ad amministrazioni aggiudicatrici, organismi di diritto pubblico ed enti aggiudicatori, ma anche agli “altri soggetti aggiudicatori” di natura privata.

In caso di DURC irregolare che segnali un’inadempienza contributiva a carico dell’operatore economico, i soggetti predetti trattengono dal certificato di pagamento l’importo e provvedono a versarlo direttamente agli enti previdenziali e assicurativi, compresa, nei lavori, la cassa edile.

Tale previsione concernente la trattenuta dal certificato di pagamento dell’importo corrispondente all’inadempienza evidenziata nel DURC si applica, in quanto compatibile, con le erogazioni di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari e vantaggi economici di qualunque genere, compresi quelli di cui all’art.1, c. 553, della L. 23.12.2005 n. 266 (benefici e sovvenzioni comunitarie per la realizzazione di investimenti) da parte di pubbliche amministrazioni.

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