17/09/2013 – Spaccio di droga

Spaccio di droga: legittimo il licenziamento


 

Gli Ermellini analizzano il caso del licenziamento di un dipendente che condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. Il licenziamento viene giudicato legittimo: il comportamento del lavora...tore, infatti, e’ talmente grave da giustificare il recesso del datore di lavoro, anche se detta condotta non figura fra le condotte individuate dal CCNL come legittimanti il licenziamento per giusta causa.

Un dipendente di una Casa di cura per anziani viene licenziato dopo essere stato condannato per spaccio di stupefacenti (all’esterno della clinica), in quanto si e’ ritenuto leso il vincolo fiduciario.

Nella sentenza della Corte di Cassazione – investita della questione della legittimità del licenziamento – si rimarca che l’elencazione delle condotte legittimanti l’irrogazione della sanzione del licenziamento per giusta causa (ultimo capoverso dell’art. 41 CCNL applicato nel caso di specie) ha valore puramente indicativo e certamente non tassativo laddove il fondamento del recesso possa essere individuato nella nozione legale di giusta causa e cioe’ in un comportamento di gravita’ tale da comportare la lesione del vincolo fiduciario tra le parti.

Il fatto addebitato al lavoratore benche’ commesso al di fuori dell’ambiente di lavoro, necessariamente e’ elemento idoneo ad incrinare il rapporto fiduciario tra le parti posto che l’azienda intimata avrebbe dovuto continuare ad attribuire compiti implicanti rapporti stretti con anziani non autosufficienti, a soggetto condannato per spaccio di cocaina. Sussistono pertanto i presupposti per l’intimato licenziamento per giusta causa, apparendo la motivazione sul punto della sentenza impugnata congrua e logicamente coerente.

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