19/11/2013 – Dichiarazioni dei lavoratori e riservatezza

Dichiarazioni dei lavoratori in sede ispettiva: accesso e tutela della riservatezza


In tema di diritto di accesso alle dichiarazioni rese dai lavoratori durante l'attività ispettiva la valutazione va condotta “caso per caso”: in alcune occasioni potrebbero essere ritenute prevalenti le esigenze difensive, con conseguente accesso ai documenti.

Il Ministero del lavoro esorta il personale ispettivo ad attenersi agli indirizzi espressi daI Consiglio di Stato in una recente pronuncia.

Il Ministero del lavoro richiama un recente intervento del luglio 2013 del Consiglio di Stato (n. 4035/2013 del 31.7.2013) sulla legittimità del diniego alla richiesta di un soggetto, obbligato in solido con il datore di lavoro, di accedere alle dichiarazioni rese dai lavoratori in sede ispettiva, per ricordare come il quadro giurisprudenziale di riferimento sia disomogeneo.

Nell'ambito delle diverse pronunce, in ogni caso e' stato piu' volte confermato la sottrazione al diritto di accesso della documentazione acquisita dagli ispettori del lavoro nell’ambito dell’attività di controllo loro affidata.

La sentenza del Consiglio di Stato richiamata afferma che resta ferma la valutazione “caso per caso”: in alcune occasioni potrebbero essere ritenute prevalenti le esigenze difensive (con conseguente accesso ai documenti), ma non può però affermarsi in modo aprioristico una generalizzata recessività dell’interesse pubblico all’acquisizione di ogni possibile informazione, per finalità di controllo della regolare gestione dei rapporti di lavoro (a cui sono connessi valori, a loro volta, costituzionalmente garantiti), rispetto al diritto di difesa delle società o imprese sottoposte ad ispezione.

La medesima sentenza risolve, sottolinea il Ministero del lavoro, la vexata questio della posizione dei lavoratori in ordine alle richieste di accesso alle dichiarazioni dagli stessi rilasciate in sede ispettiva: viene infatti chiarito come vada loro attribuita la qualifica di "controinteressati" con il conseguente riconoscimento, anche dal punto di vista del procedimento amministrativo, di tutti i diritti inerenti tale qualificazione, spettanti anche nei confronti di eventuali obblighi solidali diversi dal datore di lavoro.

A detti indirizzi espressi dal Consiglio di Stato dovra' attenersi il personale ispettivo del ministero del lavoro nella istruttoria e decisione delle richieste di accesso.

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