19/11/2013 – Licenziamento per giustificato motivo soggettivo

Licenziamento per giustificato motivo soggettivo: pubblicità disciplinare non sempre necessaria


La controversia riguarda il licenziamento di una insegnante per inadempienze plateali, gravi e radicalmente lesive di obblighi alla base del rapporto di lavoro e della correlata fiducia tra le parti: per la Cassazione non è richiesta alcuna pubblicità disciplinare.

La Corte di Cassazione interviene nel caso di un licenziamento di insegnante di scuola materna, avvenuto previa contestazione di addebito del 6.3.2004, il 20.4.2004 dal Commissario Straordinario dell’I.P.A.B. Istituto educativo " M.T." di San Severo (Foggia) per una serie di critiche mosse alla conduzione e gestione del detto Istituto (anche in ordine alla preparazione degli insegnanti), anche alla presenza di terzi e avere consigliato ad alcuni genitori di iscrivere altrove i figli.

Per la cassazione della decisione della Corte di Appello, che ha visto perdente l'insegnante, la medesima propone ricorso in Cassazione; resiste la I.P.A.B. con controricorso che ha proposto ricorso incidentale con un motivo, cui resiste la O. con controricorso. L’I.P.A.B. ha depositato memoria difensiva ex art. 378 c.p.c.

Per la parte di interesse, si evidenzia come la Corte di Cassazione ritenga i comportamenti posti in essere dall'insegnante, siano in piena evidenza gravemente lesivi del decoro e della reputazione di un Istituto scolastico nel suo complesso e direttamente del suo Commissario straordinario che ne aveva la gestione.

Detti comportamenti sono stati correttamente qualificati come integranti una violazione dei doveri fondamentali (ed elementari) di fedeltà e correttezza che gravano su un lavoratore in quanto in alcun modo possono essere ricondotti a una legittima critica anche dell’operato del datore di lavoro per la loro offensività e per i termini utilizzati, tanto da culminare nel suggerimento ad alcuni genitori di iscrivere altrove i loro figli, con potenziale gravissimo pregiudizio per l'Istituto scolastico.

Si tratta di inadempienze cosi plateali, gravi e - come detto - radicalmente lesive di obblighi -alla base del rapporto di lavoro e della correlata fiducia tra le parti- da non necessitare di alcuna pubblicità disciplinare essendo intuitivo il dovere di evitare simili comportamenti, derivante direttamente dalla legge alla luce della consolidata giurisprudenza di legittimità.

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