27/02/2013 – Socio receduto

Socio receduto illimitatamente responsabile per il pagamento dei contributi previdenziali


 

Il caso trae origine dall'opposizione proposta avverso la cartella esattoriale da un socio di una società di fatto, con cui gli era stato richiesto il pagamento di contributi dovuti da tale società a favore dell'INPS. Il giudice aveva respinto l’opposizione evidenziando che restava ferma la responsabilità del socio per i crediti sociali, nonostante l'avvenuto recesso dalla qualità di socio, atteso che tale recesso non era stato portato a conoscenza dei terzi con mezzi idonei (art. 2290 cod. civ.) ed era quindi inopponibile a costoro.

A questo punto, l’uomo decideva di rivolgersi alla Cassazione, sostenendo che, essendo receduto dalla compagine sociale da parecchio tempo, non era responsabile per gli obblighi contributivi facenti capo alla società sorti successivamente al suo recesso.

Per legge (art. 29, D.P.R. n. 581/95), infatti, era stata disposta la cancellazione delle società iscritte presso le Camere di Commercio che alla data del 26 gennaio 1997 non fossero state regolarizzate.

La Cassazione ha, però, respinto il ricorso.

Sulla questione, i giudici di legittimità ricordano che in base alla legge, il socio receduto, ancorché per la sua posizione sia illimitatamente responsabile delle obbligazioni sociali, non risponde delle obbligazioni assunte successivamente al suo recesso, a condizione che il recesso medesimo sia stato oggetto di idonea pubblicità o sia comunque opponibile ai creditori sociali che del recesso fossero informati (o non lo fossero per loro colpa); pertanto, con riferimento all'obbligo di versamento di contributi agli enti previdenziali, la responsabilità illimitata del socio receduto non viene meno ove il recesso non risulti da pubblicità adeguata, quale l'iscrizione nel registro delle imprese, non essendo sufficienti, ai fini della tutela dell'affidamento degli enti creditori, la cancellazione del socio dagli elenchi della Camera di commercio e l'avvenuta registrazione della scrittura privata di recesso dalla società.

Di rilievo le conseguenze pratiche della sentenza, in quanto la soluzione offerta dai giudici di legittimità comporta che se il recesso del socio non viene portato a conoscenza dei terzi con adeguata forma pubblicitaria, lo stesso non è opponibile all'INPS che si presume lo ignori senza colpa.

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