3/04/2014 – Criticità sul decreto lavoro

Consulenti del Lavoro rilevano le criticità sul decreto lavoro


 

Con un comunicato stampa il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro comunica di aver preso parte alle audizioni presso La Commissione Lavoro della Camera, sottolineando le criticità rilevate sul D.L. n. 34/2014.

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ha proposto delle modifiche che mirano alla correzione di alcune criticità al decreto legge n. 34/2014 e che possono partecipare al miglioramento del sistema.

Contratto a tempo determinato

Le criticità rilevate, relative all’applicazione delle nuove regole sul contratto a tempo determinato, si possono così riassumere:
Bisogna precisare se la durata massima del contratto a tempo determinato pari a 36 mesi è riferita a ciascun contratto a termine e non alla “sommatoria” dei contratti sottoscritti tra lo stesso lavoratore e lo stesso datore di lavoro. In altri termini occorre precisare nella legge se tra le stesse parti è ammessa una pluralità di contratti a termine per mansioni diverse e non equivalenti;

Per quanto concerne il rinvio alla contrattazione collettiva in ordine all’individuazione di un limite quantitativo diverso rispetto alla legge, bisognerebbe individuare in modo più puntuale se essa possa o meno di ridurre, ed eventualmente anche azzerare, il limite quantitativo del 20%;

Il limite del 20% stabilito dalla legge è determinante ai fini della legittimità dei rapporti di lavoro instaurati.

Quindi bisogna chiarire:

I lavoratori che devono essere considerati per determinare “l’organico complessivo”. In via di semplificazione è necessario che il tetto del 20% sia riferito alla sola forza lavoro con contratto di natura subordinata a tempo indeterminato, come peraltro è già attualmente presente nella generalità dei contratti collettivi nazionali.

Se il limite deve riferirsi solo all’avvio di contratti a tempo determinato in modo diretto, oppure anche alla somministrazione a tempo determinato.

Non è previsto alcun regime transitorio e questo rischia di generare molta confusione.

Al fine di evitare interpretazioni erronee, è bene sostituire il termine "imprese" con "datori di lavoro" tra i destinatari della norma che riguarda coloro i quali occupano fino a 5 dipendenti.

Contratto di apprendistato

Con riferimento al contratto di apprendistato il Governo dovrebbe dare chiarimenti in ordine alla formazione pubblica, in particolare se questa riguardi il datore di lavoro (e allora si realizzerebbe una vera semplificazione), oppure che la stessa sia demandata alle Regioni, nel senso se introdurre o meno la formazione pubblica. Questo profilo non è di secondo piano poiché è l’aspetto che oggi blocca l’utilizzo del contratto. E’ inoltre indispensabile, che le novità introdotte dal DL 34 riguardino anche i contratti di apprendistato che sono in corso di validità.

Semplificazione in materia di DURC

Perché la semplificazione funzioni, bisognerebbe migliorare e perfezionare sia il sistema di emissione (delle note di rettifica e degli avvisi di addebito) e di controllo da parte dell'Inps, che la capacità di relazione con gli intermediari telematici. Infatti, più è difficoltoso interagire con l'Istituto maggiore è la difficoltà per le aziende di dimostrare di essere in regola specialmente in presenza di note di rettifica e avvisi di addebito non dovuti.

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