Lavorare in Turchia

Destinazione Turchia.

Prima di procedere al trasferimento di dipendenti in questo Paese, il datore di lavoro dovrà valutare con molta attenzione molteplici elementi: dai problemi relativi alla disciplina che regola il diritto del lavoro e dei contratti, al versamento dei contributi previdenziali, sino alle autorizzazioni al lavoro.

L’assunzione o il trasferimento di lavoratori di nazionalità straniera in Paesi terzi fa sorgere infatti numerose criticità, che normalmente non si verificano in occasione di assunzioni di personale locale.

Una delle preoccupazioni più frequenti degli espatriati è relativa alla legge appli- cabile ai propri contratti di lavoro.
Indipendentemente da ciò che vi è indicato, in caso di controversia davanti ai tribunali turchi, la legge contrattuale applicabile sarà quella determinata ai sensi del Diritto Internazionale Privato e del Codice di Diritto Civile, che indica:

  • I contratti di lavoro sono disciplinati dalla legge determinata dalle parti, fatta salva la tutela di base che il lavoratore avrà ai sensi di norme vin- colanti delle leggi del luogo di lavoro abituale del dipendente (il luogo di lavoro abituale è il luogo di lavoro in cui il lavoratore esercita la maggior parte della sua attività).
  • Nel caso in cui le parti non abbiano indicato una legge che disciplina il rap- porto, si applicherà la legge del luogo ove si svolge abitualmente l’attività lavorativa del dipendente. Nel caso in cui l’individuo in oggetto presti temporaneamente la propria atti- vità in un altro Paese, tale sede di lavoro non è considerata come luogo di lavoro abituale.
  • Nel caso in cui la risorsa non lavori normalmente solo in un determi- nato Paese, ma continuativamente in Paesi diversi, il contratto di lavoro sarà sog- getto alla legge del Paese in cui è localizzata la sede di lavoro principale del dato- re di lavoro.
  • Tuttavia, nel caso in cui la relazione derivante dal rapporto di lavoro, l’accordo fra le parti è più simile a quella di un Paese diverso da quello del luogo di lavoro abituale del dipendente o del posto di lavoro primario del datore di lavoro, in tal caso si applica la legge prevista specificamente dall’accordo anziché quanto indicato dal secondo e dal terzo comma di cui sopra.

A prescindere dalla cittadinanza, tutti i dipendenti che lavorano in Turchia devono esse- re registrati all’Istituto di Previdenza Sociale Turco (SSI – Social Security Institution). Laddove un dipendente fosse già assicurato in qualunque altro Paese ed è fosse in grado di fornire i documenti  ufficiali che attestano tale copertura alla SSI Turca,  verrà esentato dal pagamento della Social Security  in Turchia.

In presenza di un accordo di sicurezza sociale tra la Turchia e il Paese straniero, nel caso in cui il dipendente straniero sia soggetto alla SSI, il periodo di lavoro trascorso in Turchia sarà conteggiato, ai fini del suo pensionamento, nel Paese di origine. Nel caso in cui non esistano accordi di sicu- rezza sociale tra la Turchia e il Paese straniero, se il dipendente straniero viene as- sicurato in Turchia, il periodo di occupazione qui trascorso non verrà conteggiato ai fini del calcolo della pensione nel Paese d’origine.

Per ogni lavoratore straniero che viene impiegato in una qualsiasi attività produt- tiva in Turchia, il datore di lavoro deve ottenerne il permesso di lavoro.

Vi sono due tipi di procedure per l’inoltro della domanda, a seconda della nazionalità del lavoratore. Le domande per il Permesso di Lavoro possono essere presentate local- mente, presso il Ministero del Lavoro in Turchia o tramite un Consolato Turco all’estero.

Procedura per l’ottenimento del Permesso di lavoro:

  • Richiesta presentata all’estero presso un Consolato Turco.

La domanda può essere presentata presso il Consolato Turco nel Paese di resi- denza del richiedente o di nazionalità. Il richiedente deve prima depositare una domanda per il Visto di Lavoro presso il Consolato Turco, seguito successivamente dalla presentazione (entro 10 giorni lavorativi) presso il Ministero della richiesta del permesso di lavoro da parte del datore di lavoro.

Per le richieste di permesso di lavoro presentate direttamente all’estero, una volta che la domanda è stata approvata dal Ministero, il lavoratore straniero deve successivamente ottenere il visto di lavoro dal Consolato Turco. Il visto di lavoro permette al cittadino straniero di entrare in Turchia per motivi di lavoro entro il periodo di validità del work permit.

Una volta ottenuto il visto e il permesso di lavoro, dovrà essere richiesto il permesso di soggiorno, al fine di convalidare il permesso di lavoro stesso.

  • Domanda presentata direttamente in Turchia.

Per poter presentare la richiesta in Turchia, il richiedente deve essere già in pos- sesso di un permesso di soggiorno rilasciato per un minimo di 6 mesi. Anche se la normativa prevede che le richieste di permesso di lavoro siano evase da parte del Ministero entro 30 giorni dalla presentazione di tutti i documenti richiesti, il tempo di rilascio è attualmente tra 6 e 8 settimane.

Tra la documentazione richiesta per ottenere il permesso di lavoro vi sono la dichiarazione dello status della società e della situazione finanziaria del datore di lavoro turco, la dimostrazione dettagliata di quanto viene riconosciuto al lavoratore, l’attestato del grado di istruzione del lavoratore e la sua cittadinanza.

Secondo quanto indicato dal Ministero del Lavoro turco attraverso un comunica- to nel luglio 2010, per il rilascio dei permessi di lavoro devono essere soddisfatti i seguenti criteri:

  • Rapporto 5:1: almeno 5 dipendenti di cittadinanza turca devono risultare nel payroll, per ogni straniero che ne faccia richiesta. Eccezione: per un società di recente costituzione giuridica, fondata da un cittadino straniero che abbia investito e possieda almeno il 20%, ma per un importo non inferiore a 40.000 Lire Turche/TRL di azioni della società e che comunque entro 6 mesi possa soddisfare il criterio dei 5 dipendenti per ogni espatriato.
  • Capitali necessari previsti: il capitale versato dal datore di lavoro non può essere inferiore a TRL 100.000. In subordine, il datore di lavoro può mostra- re un lordo (presumibile annuale) di vendite pari a 800.000 TRL o un volume di esportazioni per un valore annuo lordo di 250.000 dollari. Eccezione: nel caso di un non-profit o di un datore di lavoro privato, questo crite- rio non si applica.
  • Retribuzione: il salario del lavoratore straniero deve essere commisu- rato alla posizione offerta. In particolare, alcuni manager, piloti, ingegneri, archi- tetti e insegnanti non possono essere pagati meno per un importo pari ad un determinato numero di volte il salario minimo. Tutti gli altri lavoratori non posso- no essere remunerati meno di 1,5 volte il salario minimo.

Con l’insistente crescita di investimenti esteri verso la Turchia, il trasferimento di personale (soprattutto manager) verso questo Paese aumenterà.

Il datore di lavoro ha la responsabilità di bilanciare le esigenze degli espatriati, valutando con attenzione anche i requisiti legali e le problemi di sicurezza sociale.

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