L’assegno di ricollocazione

Come funziona l'assegno di ricollocazione

L'art. 23 del D.Lgs. n. 150/2015, ha introdotto il "nuovo" istituto dell'assegno di ricollocazione disponendo che ai disoccupati percettori della NASpI, il cui stato di disoccupazione ecceda i quattro mesi è riconosciuta, previa richiesta al centro per l'impiego presso il quale hanno stipulato il patto di servizio personalizzato (articolo 20, comma 1 del decreto stesso), ovvero mediante la procedura di cui al comma 4 del medesimo art. 20, una somma denominata "assegno individuale di ricollocazione", graduata in funzione del profilo personale di occupabilità, spendibile presso i centri per l'impiego o presso i servizi accreditati.

L'assegno verrà erogato "nei limiti delle disponibilità assegnate a tale finalità per la regione o per la provincia autonoma di residenza".

Questo assegno è rilasciato dal centro per l'impiego sulla base degli esiti della procedura di profilazione del singolo richiedente, ovvero alle condizioni e secondo le modalità di cui al citato art. 20, comma 4 del decreto. Esso non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF e non è assoggettato a contribuzione previdenziale e assistenziale.

L'assegno è utilizzabile per ottenere un "servizio di assistenza intensiva nella ricerca di lavoro presso i centri per l'impiego o presso i soggetti privati accreditati".

La scelta del centro per l'impiego o dell'operatore accreditato è riservata al disoccupato titolare dell'assegno e il servizio deve essere richiesto, a pena di decadenza dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione a sostegno del reddito, entro due mesi dalla data di rilascio dell'assegno e ha una durata di sei mesi, prorogabile per altri sei nel caso non sia stato consumato l'intero ammontare dell'assegno.

La norma precisa che la richiesta del servizio di assistenza alla ricollocazione sospende, per tutta la sua durata, il patto di servizio personalizzato eventualmente stipulato.

Il servizio di assistenza alla ricollocazione oggetto del finanziamento da parte dell'assegno deve prevedere:

a) l'affiancamento di un tutor;

b) il programma di ricerca intensiva della nuova occupazione e la relativa area, con eventuale percorso di riqualificazione professionale mirata a sbocchi occupazionali esistenti nell'area stessa;

c) l'assunzione dell'onere, da parte del fruitore, di svolgere le attività individuate dal tutor;

d) l'assunzione dell'onere da parte del fruitore, di accettare l'offerta di lavoro "congrua" rispetto alle sue capacità, aspirazioni, e possibilità effettive, in rapporto alle condizioni del mercato del lavoro nel territorio di riferimento nonché al periodo di disoccupazione;

e) l'obbligo, per l'erogatore del servizio, di comunicare al centro per l'impiego e all'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) il rifiuto ingiustificato, da parte del disoccupato, di svolgere una delle attività di cui alla lettera c), o di una offerta di lavoro congrua, al fine dell'irrogazione delle sanzioni previste dal decreto stesso;

f) la sospensione del servizio di assistenza nel caso di assunzione in prova, o a termine, con eventuale ripresa del servizio stesso dopo l'eventuale conclusione del rapporto entro il termine di sei mesi.

Qualora l'assegno venga utilizzato presso un "soggetto accreditato", lo stesso è tenuto a darne immediata comunicazione al centro per l'impiego che ha rilasciato al disoccupato l'assegno di ricollocazione e il centro stesso è di conseguenza tenuto ad aggiornare il patto di servizio.

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