NASpI – Istruzioni applicative

L'Inps, con la circolare 27 novembre 2015, n. 194, fornisce le istruzioni applicative in merito alle novità introdotte in materia di NASpI dai decreti legislativi n. 148 e n. 150 del 14 settembre 2015 attuativi della legge delega n. 183/2014, nota come Jobs Act.

Con la medesima circolare, l'Istituto previdenziale provvede anche ad armonizzare il procedimento di calcolo ed a fornire alcune precisazioni sul requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro con riferimento ai lavoratori domestici, lavoratori agricoli, lavoratori a domicilio, ai lavoratori in somministrazione, ai lavoratori intermittenti ed a lavoratori con contribuzione in Paesi UE o Paesi in Convenzione.

Infine, l'Inps illustra le prime indicazioni della nuova condizionalità in materia di politiche attive.

In particolare, l'art. 43, commi 3 e 4, del D.Lgs. n. 148/2015 ha previsto il prolungamento strutturale della durata della indennità NASpI fino ad un massimo di 24 mesi anche per gli eventi di disoccupazione che si verificheranno dal 1° gennaio 2017 (inizialmente, il D.Lgs. n. 22/2015 prevedeva che la durata della NASpI sarebbe stata portata a 78 settimane), e disciplina la modalità di calcolo della durata della indennità NASpI relativamente ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, con esclusivo riferimento agli eventi di disoccupazione che si verificheranno entro il 31 dicembre 2015.

Il D.Lgs. n. 150/2015 dispone, invece, in materia di politiche attive del lavoro, promuovendo un collegamento tra misure di sostegno al reddito della persona disoccupata e misure volte al suo inserimento nel tessuto produttivo. Per raggiungere tale scopo è stata definita una rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro costituita da soggetti, pubblici o privati, tra cui:

  • l'Inps che avrà competenze in materia di incentivi e strumenti a sostegno del reddito;
  • l'Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL) che sarà istituita a decorrere dal 1° gennaio 2016, con ruolo di coordinamento della rete.

Sempre il D.Lgs. n. 150/2015 introduce una nuova definizione di stato di disoccupazione e prevede il rafforzamento dei meccanismi di condizionalità delle prestazioni a sostegno del reddito, comprese l'indennità NASpI e l'indennità DIS-COLL, prevedendo una partecipazione attiva del disoccupato alle politiche poste in essere dai Centri per l'Impiego finalizzate alla rioccupazione.

A tal fine, è previsto il c.d. patto di servizio personalizzato (stipulato dal disoccupato con il Centro per l'impiego) quale strumento di supporto finalizzato alla ricerca di una nuova occupazione sulla base del profilo personale di occupabilità, determinato secondo le metodologie di profilazione degli utenti definite dall'ANPAL.

Lavoratori stagionali del settore turismo e stabilimenti termali (art. 43, c. 4, D.Lgs. n. 148/2015)

In deroga a quanto previsto dall'art. 5 del D.Lgs. n. 22/2015, per quanto concerne il calcolo della durata della NASpI, qualora la stessa risulti inferiore a sei mesi, limitatamente ai lavoratori con qualifica di stagionali dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali e con esclusivo riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi tra il 1° maggio 2015 e il 31 dicembre 2015, sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle indennità di disoccupazione ordinaria con requisiti ridotti e di miniASpI 2012 fruite nel quadriennio di osservazione. La durata della NASpI così calcolata non può, in ogni caso, superare il limite massimo di 6 mesi.

L'applicazione DsWeb sarà integrata con il servizio di Ricalcolo della durata della prestazione NASpI come previsto dall'art. 43, comma 4, D.Lgs. n. 148/2015. In particolare, per i lavoratori stagionali interessati viene introdotta una nuova qualifica/categoria: B = "Stagionale dei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali, art. 43, comma 4 del D.Lgs. n. 148/2015" che, in sede di istruttoria, dovrà essere inserita manualmente nel campo "qualifica" dagli operatori delle strutture territoriali sulla base di apposite liste inviate periodicamente dalla DCSIT.

Per le domande di NASpI di detti soggetti già accolte, dovrà essere effettuata la variazione in B della qualifica/categoria.

Successivamente, se si attiva il servizio di Ricalcolo lo stesso provvederà a non conteggiare, tra le settimane da scomputare, quelle che hanno dato luogo alle prestazioni di disoccupazione con requisiti ridotti o mini-ASpI 2012 nel quadriennio, se la domanda da ricalcolare ha le seguenti caratteristiche:

  • qualifica / categoria = Stagionale art. 43 del D.Lgs. n. 148/2015;
  • data cessazione nell'anno 2015;
  • indicatore DEFINITIVA ='S';
  • durata teorica inferiore a 6 mesi.

Stato di disoccupazione (art. 19 e 21, D.Lgs. n. 150/2015)

Sono considerati disoccupati i lavoratori privi di impiego che dichiarano, in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l'impiego.

La domanda di indennità in ambito ASpI (ASpI, mini-ASpI), di indennità NASpI nonché di indennità DIS-COLL presentata dall'interessato all'Inps equivale a dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (DID) ed è trasmessa dall'Istituto previdenziale all'ANPAL ai fini dell'inserimento nel sistema informativo unitario delle politiche attive, realizzato dall'Agenzia in collaborazione con l'Istituto.

Sono, pertanto, individuate due diverse modalità di presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, di cui una attraverso la registrazione al suddetto portale nazionale delle politiche del lavoro e l'altra attraverso la presentazione della domanda di indennità di disoccupazione in ambito ASpI, indennità di disoccupazione NASpI e indennità DIS-COLL.

L'Inps provvederà, quindi, a semplificare i moduli di domanda delle richiamate prestazioni di disoccupazione attraverso l'eliminazione del campo del rilascio della DID e la domanda stessa, per espressa previsione normativa, equivarrà a presentazione della dichiarazione di immediata disponibilità.

L'Istituto previdenziale, in attesa della realizzazione da parte dell'ANPAL in cooperazione con il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, le regioni, le province autonome di Trento e Bolzano, l'Inps e l'Isfol del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro, provvede a mettere a disposizione dei Centri per l'Impiego territorialmente competenti in base al domicilio le domande dei richiedenti le suddette indennità di disoccupazione, attraverso il Sistema informativo della Banca dati percettori.

Il beneficiario delle suddette prestazioni di disoccupazione, ancora privo di occupazione, è tenuto a contattare il Centro per l'impiego entro il termine di 15 giorni dalla data di presentazione della domanda di prestazione ai fini della stipula del patto di servizio personalizzato.

Misure di condizionalità relative alla fruizione della NASpI (art. 20 e 21, D.Lgs. n. 150/2015)

Nel patto di servizio personalizzato sottoscritto con il Centro per l'impiego deve essere riportata la disponibilità dell'interessato alle seguenti attività:

  • partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro;
  • partecipazione ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione;
  • accettazione di congrue offerte di lavoro.

Nei confronti di percettori di indennità in ambito ASpI, di NASpI e di DIS-COLL, in caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento quali partecipazione a iniziative e laboratori per il rafforzamento delle competenze nella ricerca attiva di lavoro si applicano le seguenti sanzioni:

  • la decurtazione di un quarto di una mensilità, in caso di prima mancata presentazione;
  • la decurtazione di una mensilità, alla seconda mancata presentazione;
  • la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancata partecipazione, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento quali partecipazione ad iniziative di carattere formativo o di riqualificazione o altra iniziativa di politica attiva o di attivazione si applicano le seguenti sanzioni:

  • la decurtazione di una mensilità, alla prima mancata partecipazione;
  • la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

In caso di mancata accettazione di un'offerta di lavoro congrua, in assenza di giustificato motivo, si applica la decadenza dalla prestazione.

Sono previste anche sanzioni in caso mancata presentazione, in assenza di giustificato motivo, alle convocazioni ovvero agli appuntamenti previsti per la conferma dello stato di disoccupazione e per la profilazione e la stipula del patto di servizio personalizzato, nonché per la frequenza ordinaria di contatti con il responsabile delle attività. In particolare è prevista:

  • la decurtazione di un quarto di una mensilità, in caso di prima mancata presentazione;
  • la decurtazione di una mensilità, alla seconda mancata presentazione;
  • la decadenza dalla prestazione e dallo stato di disoccupazione, in caso di ulteriore mancata presentazione.

In tutti i casi in cui è comminata la decadenza dallo stato di disoccupazione, non è possibile una nuova registrazione al portale nazionale delle politiche del lavoro prima che siano decorsi due mesi.

Le sanzioni sopra richiamate sono applicate dall'Inps, su comunicazione del relativo provvedimento adottato dal Centro per l'impiego per il tramite del sistema informativo unitario delle politiche attive a far data dal giorno successivo a quello in cui si verifica l'evento di mancata partecipazione alle iniziative di orientamento, di mancata presentazione e di mancata accettazione di un'offerta di lavoro congrua.

Esse comportano la trattenuta dell'importo relativo a 30 giornate di prestazione nella misura in corso di erogazione al momento del verificarsi dell'evento.

Avverso il provvedimento sanzionatorio adottato dal Centro per l'impiego è ammesso ricorso all'ANPAL, che provvede ad istituire un apposito comitato, con la partecipazione delle parti sociali.

Perfezionamento del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro per particolari categorie di lavoratori

Ai fini del diritto alla nuova prestazione di disoccupazione NASpI, l'art. 5 del D.Lgs. n. 22/2015 ha introdotto il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la cessazione involontaria del rapporto di lavoro.

Per la generalità dei lavoratori la verifica della sussistenza di detto requisito si realizza analizzando il flusso telematico (UniEmens) attraverso il quale i datori di lavoro trasmettono mensilmente all'Inps i dati retributivi e contributivi, comprensivi dell'indicazione del numero di giornate effettivamente lavorate e della loro collocazione temporale.

Per alcune tipologie di lavoratori, invece, si rendono necessarie alcune precisazioni.

In particolare, per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, l'Inps, considerata l'impossibilità di riscontrare l'effettiva presenza al lavoro in ciascuna giornata, ricorrere al sistema già in uso per l'accredito della contribuzione e per il pagamento di tutte le prestazioni relative ai lavoratori domestici, individuando, anche se in via convenzionale, la presenza al lavoro equivalente a 30 giornate effettive in 5 settimane di lavoro considerate convenzionalmente di 6 giorni ciascuna.

Pertanto, considerato che per l'accredito delle settimane si fa riferimento al trimestre solare e che per la copertura contributiva di una settimana sono necessarie 24 ore, al fine di individuare il numero di settimane accreditato nel trimestre medesimo si opera sommando tutte le ore di lavoro presenti nel trimestre e dividendo le stesse per 24.

Esempio: 80 ore lavorate nel trimestre/24=3,33 settimane di contribuzione arrotondate a 4.

Ai fini della verifica del requisito in argomento si opererà dunque calcolando, con la predetta metodologia, il numero di settimane lavorate in ciascun trimestre solare, sulla base dei versamenti contributivi effettuati dal datore di lavoro o dai datori di lavoro se il lavoratore aveva in essere più rapporti lavorativi.

Ne consegue che, quando nei 12 mesi di osservazione per la ricerca del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro sono presenti almeno 5 settimane di contributi, il requisito delle 30 giornate si intende soddisfatto.

Sempre con riferimento alle categorie di lavoratori per le quali il flusso UniEmens non evidenzia i dati inerenti alle giornate effettivamente lavorate, quali ad esempio i lavoratori a domicilio, nonché con riferimento ai lavoratori con lunghi periodi neutri che comportino ricostruzione di un quadriennio nel quale UniEmens non forniva ancora le giornate lavorate, ai lavoratori con dati contributivi derivanti da formulari esteri, l'Inps considera soddisfatto il requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo quando sono presenti, nei 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, 5 settimane di contribuzione.

In ordine ai lavoratori agricoli, per i quali il dato delle giornate lavorate è desumibile dagli archivi telematici, ove questi ultimi non risultino ancora aggiornati e i dati ancora non presenti risultino decisivi, si farà ricorso alle buste paga del lavoratore agricolo.

Infine, con riguardo ai lavoratori in somministrazione ed ai lavoratori con rapporto di lavoro intermittente, la cui attività è caratterizzata da periodi di lavoro e di non lavoro, il cui alternarsi presenta carattere di imprevedibilità non riconducibile alla volontà del lavoratore medesimo, i periodi di non lavoro non sono utili ai fini del soddisfacimento del requisito delle tredici settimane di contribuzione per l'accesso alla prestazione, oltre che per la determinazione della durata e della misura della stessa.

Inoltre, gli stessi non sono neutralizzati ai fini della ricerca del requisito contributivo. Diversamente, tali periodi sono considerati "neutri", con un corrispondente ampliamento del periodo di 12 mesi precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, per la ricerca del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro.

Durata dell'indennità NASpI e procedimento di calcolo

Per ogni domanda NASpI che presenti una o più domande DSO/ASpI nel quadriennio con biennio di rispettiva osservazione a cavallo, si deve calcolare in primo luogo il valore minimo tra le settimane di contribuzione presenti negli ultimi 12 mesi anche ove non siano interamente compresi nel quadriennio di osservazione per la NASpI e le settimane utilizzate secondo l'operazione Durata effettiva / Durata teorica * max (52; durata teorica).

Il valore minimo tra le settimane di contribuzione presenti negli ultimi 12 mesi e le settimane di contribuzione riproporzionate in funzione dell'effettivo utilizzo della prestazione, è considerato come numero di settimane iniziali già utilizzate per la domanda in esame, da portare in sottrazione ai contributi fuori quadriennio fino a capienza di quest'ultimo con conseguente risparmio della contribuzione presente nel quadriennio.

Le strutture territoriali Inps, nel caso in cui gli ultimi 12 mesi siano a cavallo dell'inizio del quadriennio, devono provvedere ad acquisire nella sezione contributi della domanda NASpI tutti i contributi presenti in detti 12 mesi (anche se parzialmente al di fuori del quadriennio).

L'art. 5, comma 1 del D.Lgs. n. 22/2015 prevede che ai fini del calcolo della durata della prestazione NASpI non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

Qualora il lavoratore nel periodo di osservazione di quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro che dà diritto alla indennità NASpI ha fruito di indennità mobilità e di mobilità in deroga, i relativi periodi di contribuzione necessari per il diritto alle predette prestazioni di mobilità possono essere presi in considerazione ai fini della determinazione della durata della indennità NASpI e, pertanto, non devono essere "detratti" quali periodi che hanno già dato luogo ad erogazione di prestazioni di disoccupazione.

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