MinLav: sì ai COCOCO, ma …

Di Giorgio Alessandro Donà - Avvocato Stabilito - SDG & Partners


 

Il Ministero del Lavoro, con circolare n. 3 del 2016, ha chiarito la disciplina della Collaborazione Coordinata e Continuativa dopo l’avvento del Jobs Act.

Secondo il Ministero alle collaborazioni ad opera continuativa e coordinata stipulate dopo il 25 giugno 2015, sarà da applicarsi la disciplina del rapporto di lavoro subordinato qualora la prestazione di lavoro sia esclusivamente personale e continuativa.

Per “esclusivamente personale” il Ministero si riferisce alle prestazioni svolte personalmente dal titolare del rapporto senza l’ausilio di altri soggetti e per “continuative” intende che si ripetano in un determinato arco temporale per ottenerne una utilità, il tutto organizzato dal committente per quanto riguarda “orari e luogo di lavoro”.

Il Ministero specifica inoltre che tali condizioni debbano ricorrere congiuntamente. Oltre a ciò la circolare indica sommariamente le sanzioni da applicarsi a tale rapporto e specifica che le prestazioni ex art 2 comma 2 DLgs 81/15 sono escluse dall’applicazione di ciò.

In ogni caso, il Ministero termina specificando che anche nei casi di cui all’elenco, è astrattamente ipotizzabile la qualificazione del rapporto di in termini di subordinazione qualora sia possibile dimostrare una vera e propria eterodirezione ex art 2094 cc.

 

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