Il tempo di spostamento del lavoratore non deve essere retribuito

Laddove il lavoratore, per esigenze di servizio, debba recarsi dalla propria abitazione ad una sede dell'azienda, diversa da quella abituale, il tempo di spostamento non costituisce orario di lavoro (così come non lo è quando il lavoratore si reca presso la propria usuale sede di lavoro).

Difatti, trattandosi di tempo durante il quale il dipendente non è "a disposizione" del datore di lavoro, esso non rientra nell'orario di lavoro e non deve essere retribuito.

Così si è espressa la Corte d’Appello di Brescia con sentenza del 6 marzo 2017.

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