Entro quando pagare la busta paga? Cosa Rischia il Datore di lavoro se è in ritardo?

Certamente vi sarete posti queste domande almeno una volta nella vita lavorativa. Ebbene, il datore di lavoro ha l’obbligo di versare lo stipendio entro il mese successivo. Nel caso d’insoluto il dipendente può procedere dapprima con una diffida, con una conciliazione presso la Direzione del Lavoro o con un decreto ingiuntivo.

Quali sono gli strumenti  per obbligare il datore di lavoro a versare la busta paga?

Sono certamente molteplici, ma da quando il dipendente può iniziare a farne richiesta e fino a quando è tenuto ad attendere prima di poter agire per ottenere il pagamento?

Il CCNL applicato è il riferimento  da cui partire.

Normalmente il pagamento della retribuzione deve avvenire ogni mese, ma si possono concordare tempistiche diverse. In ogni caso, a stabilire qual è il giorno ultimo per il pagamento dello stipendio sono i contratti collettivi. Non esiste una norma generale e valida per tutte le categorie di dipendenti. Questo significa che per stabilire qual è il termine entro cui va versata la busta paga bisogna innanzitutto leggere il proprio CCNL di categoria. In esso si trova il limite entro cui è lecito attendere un ritardo nel pagamento dello stipendio. Oltre tale giorno, il datore di lavoro è automaticamente posto in mora ed è tenuto a versare gli interessi.

Buona parte dei contratti collettivi stabilisce, come termine ultimo, il decimo giorno del mese successivo a quello lavorato. Altri contratti collettivi prevedono invece il giorno 5 del mese successivo a quello lavorato. Altri ancora prevedono quale termine ultimo per pagare lo stipendio il giorno 27 dello stesso mese lavorato.

Eccezion fatta per lo stipendio di dicembre e per la tredicesima che per loro ratio deve avvenire entro il 12 gennaio dell’anno successivo.

E’ bene ricordare che la data entro cui deve avvenire il pagamento dello stipendio si riferisce a quella della concreta disponibilità della somma sul conto del dipendente e non a quella in cui l’azienda dispone il versamento.

In assenza di previsioni espresse nel CCNL o di accordi aziendali in cui sia stabilita la data di pagamento dello stipendio, questo va accreditato alla fine di ogni mese, ossia il 30 o il 31.

Ritardo nella consegna della busta paga

In caso di mancata o ritardata consegna al lavoratore della busta paga, di omissione o di inesattezza delle registrazioni in essa contenute, sono applicate al datore di lavoro le sanzioni amministrative da 150 a 900 euro. Se le omissioni o inesattezze della busta paga o la mancata o ritardata consegna della stessa si protraggono per più mensilità è possibile applicare, in sede di ordinanza-ingiunzione, la sanzione prevista per la violazione più grave aumentata sino al triplo.

Se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o a un periodo superiore a 6 mesi la sanzione va da € 600 a € 3.600. Se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o a un periodo superiore a 12 mesi, la sanzione va da € 1.200 a € 7.200.

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