MISE: novità per la spendibilità dei buoni pasto

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 del 10 agosto 2017, il Decreto 7 giugno 2017 n. 122, che entrerà in vigore il 9 settembre p.v.

Tra le novità previste c’è quella che consente l’uso cumulativo dei buoni pasto per un massimo di 8.
La disposizione indica anche una serie di esercizi convenzionati presso i quali sarà possibile spendere i ticket: bar, ristoranti, trattorie, esercizi ambulanti, esercizi al dettaglio che vendono prodotti alimentari, supermercati, agriturismi ed itticiturismi.

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Testo integrale del Decreto

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 7 giugno 2017, n. 122

Regolamento recante disposizioni in materia di servizi sostitutivi di

mensa,  in  attuazione  dell'articolo  144,  comma  5,  del   decreto

legislativo 18 aprile 2016, n. 50.

IL MINISTRO

DELLO SVILUPPO ECONOMICO

di concerto con

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE

E DEI TRASPORTI

 Visto il  decreto  legislativo  18  aprile  2016,  n.  50,  recante attuazione  delle  direttive  2014/23/UE,  2014/24/UE  e   2014/25/UE sull'aggiudicazione  dei  contratti  di  concessione,  sugli  appalti pubblici e sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settoridell'acqua,  dell'energia,  dei  trasporti  e  dei  servizi  postali, nonche' per il  riordino  della  disciplina  vigente  in  materia  di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture;

Visto l'articolo 144 del citato decreto legislativo n. 50 del  2016 che disciplina i servizi di ristorazione;

Visto l'allegato IX al citato decreto legislativo n.  50  del  2016 che individua, tra i servizi di cui al citato articolo 144, i servizi di mensa;

Visto l'articolo 144, comma 5, del citato decreto legislativo n. 50 del 2016, il quale stabilisce che «Con  decreto  del  Ministro  dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro delle  infrastrutture e dei trasporti, sentita l'ANAC, sono individuati gli esercizi presso i quali puo' essere erogato il servizio sostitutivo di mensa  reso  a mezzo dei buoni pasto,  le  caratteristiche  dei  buoni  pasto  e  il contenuto degli accordi stipulati tra le  societa'  di  emissione  di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili»;

Considerato l'articolo 51, comma 2, lettera  c),  del  testo  unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato  in  ultimo  dai commi 16 e 17,  della  legge  23  dicembre  2014,  n.  190,  i  quali stabiliscono che a far data dal 1°  luglio  2015  «Non  concorrono  a formare reddito (..) le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonchè  quelle  in  mense  organizzate  direttamente  dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all'importo  complessivo giornaliero di euro 5,29, aumentato a euro  7  nel  caso  in  cui  le  stesse  siano  rese  in  forma  elettronica,  le  prestazioni  e   le indennità sostitutive corrisposte agli addetti ai cantieri edili, ad altre  strutture  lavorative  a  carattere  temporaneo  o  ad  unità produttive ubicate in zone  dove  manchino  strutture  o  servizi  di ristorazione»;

Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni;

Sentita l'ANAC che ha espresso il proprio parere con nota n. 171472 del 18 novembre 2016;

Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  Sezione consultiva per gli atti  normativi  nell'adunanza  della  Commissione speciale del 9 gennaio 2017;

Vista la comunicazione al Presidente del  Consiglio  dei  ministri, effettuata con nota n. 5958 del 9 marzo 2017;

Adotta

il seguente regolamento:

 

Art. 1

Ambito di applicazione e finalità

 

1. Con il presente decreto sono individuati gli esercizi  presso  i quali può essere erogato il servizio sostitutivo  di  mensa  reso  a mezzo dei buoni pasto,  le  caratteristiche  dei  buoni  pasto  e  il contenuto degli accordi stipulati tra le  società  di  emissione  di buoni pasto e i titolari degli esercizi convenzionabili, al  fine  di garantire  la  libera   ed   effettiva   concorrenza   nel   settore, l'equilibrato  svolgimento  dei  rapporti  tra  i  diversi  operatori economici, ed un efficiente servizio ai consumatori.

Art. 2

Definizioni

 

1. Ai fini del presente decreto si intende:

a)  per  attività  di  emissione  di  buoni  pasto,  l'attività finalizzata a rendere, per il tramite di esercizi  convenzionati,  il servizio sostitutivo di mensa aziendale;

b) per servizi sostitutivi di mensa resi a mezzo dei buoni pasto, le somministrazioni di alimenti e bevande e le cessioni  di  prodotti alimentari pronti  per  il  consumo  effettuate  dagli  esercenti  le attività elencate all'articolo 3;

c) per buono pasto, il  documento  di  legittimazione,  anche  in forma elettronica, avente le caratteristiche di cui  all'articolo  4, che attribuisce, al titolare, ai sensi dell'articolo 2002 del  codice civile, il diritto ad ottenere il servizio sostitutivo di  mensa  per un importo  pari  al  valore  facciale  del  buono  e,  all'esercizio convenzionato,  il  mezzo  per  provare  l'avvenuta  prestazione  nei confronti delle società di emissione;

d) per società di emissione, l'impresa che svolge l'attività di emissione  di  buoni   pasto,   legittimata all'esercizio, previa segnalazione certificata di inizio attività attestante  il  possesso dei requisiti richiesti di cui  al  comma  3  dell'articolo  144  del decreto legislativo 18  aprile  2016,  n.  50,  trasmessa,  ai  sensi dell'articolo 19 della legge 7 agosto  1990,  n.  241,  al  Ministero dello sviluppo economico;

e) per esercizi convenzionati, gli  esercizi  presso  i  quali  i soggetti esercenti le attività elencate all'articolo 3 in  forza  di apposita convenzione con la  società di  emissione,  provvedono  ad erogare il servizio sostitutivo di mensa;

f) per cliente, il datore di lavoro che acquista  dalla  società di emissione i buoni pasto al fine di erogare il servizio sostitutivo di mensa ai soggetti di cui alla lettera g);

g) per titolare, il prestatore di  lavoro  subordinato,  a  tempo pieno o parziale, nonché il soggetto che  abbia  instaurato  con  il cliente un rapporto  di  collaborazione  anche  non  subordinato,  al quale, ai sensi delle norme vigenti e  dei  contratti  collettivi  di lavoro, vengono assegnati i buoni pasto e che, pertanto, è  titolato ad utilizzarli;

h) per valore facciale, il valore della prestazione indicato  sul buono pasto,  inclusivo  dell'imposta  sul  valore  aggiunto  di  cui all'articolo 6.

Art. 3

Esercizi presso i quali può essere erogato il servizio sostitutivo di mensa

 

1. Il servizio sostitutivo di mensa reso a mezzo dei buoni pasto di cui all'articolo 2, comma 1, lettera  b),  e'  erogato  dai  soggetti legittimati ad esercitare:

a) la somministrazione di alimenti e bevande ai sensi della legge 25 agosto 1991, n. 287;

b) l'attività di mensa aziendale ed interaziendale;

c) la vendita al  dettaglio,  sia  in  sede  fissa  che  su  area pubblica,  dei  prodotti   appartenenti   al   settore   merceologico alimentare ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114;

d) la vendita al dettaglio nei locali di produzione e nei  locali attigui dei prodotti alimentari previa  iscrizione  all'Albo  di  cui all'articolo 5, primo comma, della legge 8 agosto 1985, n. 443;

e) la vendita al dettaglio e la vendita per il consumo sul  posto dei prodotti  provenienti  dai  propri  fondi  effettuata,  ai  sensi dell'articolo 4, commi 1 e 8-bis, del decreto legislativo  18  maggio 2001, n. 228, dagli imprenditori agricoli, dai coltivatori diretti  e dalle società  semplici  esercenti  l'attività  agricola,  iscritti nella sezione speciale del registro delle imprese di cui all'articolo 2188 e seguenti del codice civile;

f) nell'ambito dell'attività di agriturismo di cui alla legge 20 febbraio 2006,  n.  96,  la  somministrazione  di  pasti  e  bevande, costituiti prevalentemente  da  prodotti  propri  e  da  prodotti  di aziende agricole della zona, presso la propria azienda;

g) nell'ambito dell'attività di ittiturismo, la somministrazione di   pasti   costituiti   prevalentemente   da   prodotti   derivanti dall'attività di pesca, ai sensi dell'articolo 12,  comma  1,  della legge 20 febbraio 2006, n. 96, da parte di imprenditori ittici;

h)  la  vendita  al  dettaglio  dei  prodotti  alimentari,  anche trasformati, nei locali adiacenti a quelli di produzione nel caso  di soggetti esercenti l'attività di produzione industriale.

2. Ai fini delle attività di  cui  al  comma  1,  resta  ferma  la necessità del rispetto dei requisiti  igienico  sanitari  prescritti dalla normativa vigente.

Art. 4

Caratteristiche dei buoni pasto

 

1. Ai sensi del presente decreto i buoni pasto:

a) consentono al titolare di ricevere un servizio sostitutivo  di mensa di importo pari al valore facciale del buono pasto;

b)   consentono all'esercizio convenzionato di  provare documentalmente  l'avvenuta prestazione nei confronti  delle  società di emissione;

c)  sono  utilizzati  esclusivamente  dai  prestatori  di  lavoro subordinato, a tempo pieno o  parziale,  anche  qualora  l'orario  di lavoro non prevede una pausa per il pasto, nonché dai  soggetti  che hanno instaurato con il cliente un rapporto di  collaborazione  anche non subordinato;

d) non sono cedibili, ne' cumulabili  oltre  il  limite  di  otto buoni,  nè  commercializzabili  o  convertibili  in  denaro  e  sono utilizzabili solo dal titolare;

e) sono utilizzabili esclusivamente per l'intero valore facciale.

2. I buoni pasto in forma cartacea devono riportare:

a) il codice fiscale o la ragione sociale del datore di lavoro;

b) la ragione sociale e  il  codice  fiscale  della  società di emissione;

c) il valore facciale espresso in valuta corrente;

d) il termine temporale di utilizzo;

e) uno spazio riservato alla apposizione della data di  utilizzo, della firma del titolare e del  timbro  dell'esercizio  convenzionato presso il quale il buono pasto viene utilizzato;

f) la dicitura «Il buono pasto non è cedibile,  ne'  cumulabile oltre il limite di otto buoni, né commercializzabile o  convertibile in denaro; può essere utilizzato solo se datato e  sottoscritto  dal titolare».

3. Nei buoni pasto in forma elettronica:

a) le indicazioni di cui alle lettere a), b), c) e d) del comma 2 sono associate elettronicamente ai medesimi in fase di memorizzazione sul relativo carnet elettronico;

b) la data di utilizzo del buono pasto e  i  dati  identificativi dell'esercizio  convenzionato  presso  il  quale   il   medesimo è utilizzato di cui  alla  lettera  e)  del  comma  2,  sono  associati elettronicamente al buono pasto in fase di utilizzo;

c) l'obbligo di firma del titolare del  buono  pasto è assolto associando,  nei dati del buono pasto memorizzati  sul  relativo supporto  informatico,  un numero o un codice identificativo riconducibile al titolare stesso;

d) la dicitura di cui alla lettera f) del comma  2  è riportata elettronicamente.

4. Le società di emissione sono tenute ad adottare  idonee  misure antifalsificazione e di tracciabilità del buono pasto.

Art. 5

Contenuto degli accordi

 

1. Gli accordi stipulati tra le società di emissione  di  buoni pasto e  i  titolari  degli  esercizi  convenzionabili  contengono  i seguenti elementi:

a) la durata del contratto, le condizioni anche economiche, ed il termine del preavviso per l'eventuale rinegoziazione o la disdetta;

b) le clausole di utilizzabilità del buono pasto, relative  alle condizioni di validità, ai  limiti  di  utilizzo  e  ai  termini  di scadenza, specificati in modo espresso ed uniforme;

c) l'indicazione dello sconto  incondizionato  riconosciuto  alla società emittente dai  titolari  degli  esercizi  convenzionati  per effetto dell'utilizzo dei buoni pasto presso i medesimi;

d)  l'indicazione  del  termine  di  pagamento  che  la società emittente  è tenuta  a  rispettare  nei  confronti  degli  esercizi convenzionati, comunque nell'osservanza di quanto disposto al comma 6 del presente articolo;

e) l'indicazione del termine, non inferiore a sei mesi dalla data di scadenza del buono pasto, entro il quale l'esercizio convenzionato potrà esigere il pagamento delle prestazioni effettuate;

f) l'indicazione di eventuali  ulteriori corrispettivi riconosciuti alla società  emittente,  ivi  compresi  quelli   per l'espletamento di servizi aggiuntivi  offerti,  nel  rispetto e nei limiti di cui ai commi 7 e 8.

2. Gli accordi tra la società di emissione e i titolari degli esercizi convenzionabili contemplano  comunque  un'offerta  di  base, senza servizi aggiuntivi, idonea ad assicurare al cliente un servizio completo, ferma restando la libertà della prima di proporre agli esercizi convenzionabili anche servizi aggiuntivi. I bandi di gara si uniformano a quanto precede prescrivendo la  presentazione  da  parte dei concorrenti anche della suddetta offerta di base.

3. Gli accordi stipulati tra la società di emissione e i titolari degli esercizi convenzionabili non  possono  negare  ai  titolari  di esercizi  convenzionati  il  pagamento  almeno  parziale  di  fatture relative  ai  buoni  pasto  presentati  a  rimborso a fronte di contestazioni  parziali,  di  quantità  o  valore,   relative   alla fatturazione dei medesimi.

4. Gli accordi di cui al presente articolo sono stipulati e possono essere  modificati,   con   specifica  accettazione   delle   parti, esclusivamente in forma scritta, a pena di nullità.

5. Ai fini dell'attuazione del comma  1,  lettera  c), è vietato pattuire con gli esercizi  convenzionati  uno  sconto  incondizionato più elevato di quello stabilito dalla società emittente in sede  di offerta ai fini dell'aggiudicazione o  in  sede  di  conclusione  del contratto con il cliente. Lo sconto incondizionato remunera tutte  le attività  necessarie e sufficienti al corretto processo di acquisizione, erogazione e fatturazione del buono pasto.

6. Ai termini di pagamento di  cui  al  comma  1,  lettera  d),  si applicano le disposizioni del decreto legislativo 9 ottobre 2002,  n.231, come modificato dal decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 192.

7. Nell'ambito dei contratti di  convenzionamento,  ai  fini  della partecipazione alle gare, nonchè della  valutazione  di  congruità delle relative offerte economiche, possono  essere  considerati  come servizi  aggiuntivi  solo  quelli che consistono in prestazioni ulteriori  rispetto  all'oggetto  principale  della  gara  e  abbiano un'oggettiva e diretta connessione  intrinseca  con  l'oggetto  della gara.

8. E' vietato addebitare agli esercenti convenzionati costi diversi dallo sconto incondizionato e dai  corrispettivi  per  prestazioni  o servizi aggiuntivi eventualmente acquistati.

9. Resta ferma la facoltà dei titolari degli esercizi convenzionabili  di  non  aderire  alla   proposta   di   prestazioni aggiuntive.

10. In  caso  di  mancato  convenzionamento  a  seguito  della  non adesione  alla  proposta  di  prestazioni  aggiuntive resta ferma l’applicabilità, ove sussistano i presupposti, degli articoli 1341 e 2598, primo  comma,  numero  3), del codice civile. Nel caso di procedura ad evidenza pubblica, accordi che prevedono un tale obbligo di adesione, o comunque di fatto lo determinino, costituiscono  causa di risoluzione del contratto tra la stazione appaltante e la società di emissione.

Art. 6

Disposizioni finali

 

1. Il valore facciale del buono pasto è  comprensivo  dell'imposta sul valore aggiunto prevista per le somministrazioni al  pubblico di alimenti e bevande e le cessioni di prodotti alimentari pronti per il consumo. Le variazioni  dell'imposta  sul  valore  aggiunto  lasciano inalterato il contenuto economico dei contratti già, stipulati, ferma restando la libertà delle parti di addivenire alle opportune rinegoziazioni per ristabilire l'equilibrio del rapporto.

2. Il Ministero dello sviluppo economico, in collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti  e con l'Autorità nazionale anticorruzione, previe apposite consultazioni, effettua  il monitoraggio  degli  effetti  del  presente  decreto  al  fine  della verifica dell'efficacia del medesimo.

3. In relazione al monitoraggio da verificare entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, possono  essere adottate   disposizioni  integrative e correttive,  ai sensi dell'articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n. 400.

Art. 7

Entrata in vigore

1. Il presente decreto entra in vigore decorsi trenta giorni  dalla data di  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  della  Repubblica italiana.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

 

Roma, 7 giugno 2017

 

Il Ministro dello sviluppo economico Calenda

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Delrio

 

Visto, il Guardasigilli: Orlando

 

Registrato alla Corte dei conti il 1° agosto 2017

Ufficio controllo atti MISE e MIPAAF, reg.ne prev. n. 745

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