Come Gestire e Risolvere i Conflitti con colleghi o dipendenti

Spesso sul posto di lavoro non abbiamo sufficiente tempo o voglia di dialogare con i colleghi in modo costruttivo, questa mancanza di interazione suscita o aggrava l’inevitabile confronto, mentre un dialogo valido aiuta ad uscirne rafforzati.

Dialogare non è semplice, soprattutto in situazioni conflittuali, per questo è importante instaurare una comunicazione valida ed efficace. E’ necessario focalizzarsi sulla qualità del rapporto non meno che dell’argomento problematico. Prima di trovare un accordo bisogna assicurarsi di essersi ben compresi, sembra una considerazione banale ma è fondamentale per essere certi di ciò che si sta parlando.

Il disaccordo va manifestato senza aggressività ma con naturalezza, non lasciatevi tentare da un facile “si” anche se non siete d’accordo o a dire un “no” categorico. Bisogna sempre esprimere apertamente il proprio pensiero, esplicando i propri problemi in tema senza avere il timore di dispiacere l’interlocutore. Si può essere cordiali e gentili pur restando esigenti e fermi sulla propria posizione.

Dietro un conflitto, tante volte, si cela una necessità di dialogo, che non prescindere da una prima fase di ascolto:

- Concentratevi sull’interlocutore, su ciò che sta cercando di dirvi, cercando il più possibile    di non affidarsi a preconcetti o convinzioni personali.

- Praticate l’ascolto attivo, ovvero fare domande per capire a fondo le esigenze e far       progredire il discorso.

- Lasciate parlare l’interlocutore, se vi accorgete che avete parlato più della metà del tempo     vuol dire che dovevate ascoltare di più.

- La postura, lo sguardo, l’espressione e il corpo in genere esprime il vostro pensiero,     siate accorti dunque di manifestare attenzione e non noia o disagio.

Dall'ascolto si passa alla comprensione dell’altro, mostrando empatia, le domandi da porsi sono:

  • Quali sono le sue necessità?
  • Quanto influisce la sua storia personale?

Il concetto di empatia è cruciale ed è importante canalizzarlo in modo opportuno poiché non solo bisogna immedesimarsi nell'altro, ma bisogna altresì dimostragli che lo si sta facendo. Tutto ciò non vuol dire essere gentili con l’interlocutore ma instaurare un vero e proprio rapporto.

Non dimenticatevi mai la differenza tra esprimere un fatto ed avanzare un’opinione:

“Non sei affidabile”: opinione.

“Hai consegnato la merce al cliente con 5 giorni di ritardo”: dato oggettivo e facilmente dimostrabile.

Non dimenticatevi, inoltre, che la scelta delle parole è importantissima ( come diceva Nanni Moretti in Palombella Rossa ) le parole hanno una forza propria, siate attenti a quelle che usate, è difficile in un contesto di litigio o diverbio, ma cercate di passare da un “non hai capito nulla” a un “forse non mi sono spiegato” o da un “si fa così” a “prova a farlo così, funziona”.

Ricordatevi, poi, di proporre una logica risolutiva dei problemi, ovvero affrontare il problema congiuntamente e senza contrapposizioni dal “Il tuo problema è…” al “Abbiamo un problema che risolveremo..”

Cercate di costruire assieme per il bene dell’azienda, orientatevi verso la soluzione, non partite alla carica senza esservi assicurati di aver ben capito e di essere stati capiti, riconoscete i punti validi del discorso altrui e ricordatevi che siamo noi i responsabili delle emozioni che proviamo, nessuno realmente ci fa arrabbiare ma siamo noi stessi ad arrabbiarci.

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