Lavoro nero: condanna per reato anche per i lavoratori

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Le conseguenze per il sommerso, non sono solo per il datore di lavoro. Si ricorda, infatti, che anche il lavoratore in nero, pur essendo l'anello debole della catena, può rischiare molto. Come per esempio, se lo stesso ha dichiarato alle autorità competenti il proprio stato di disoccupazione o, addirittura, percepisca apposita indennità. Le autorità che effettuano i controlli, infatti, hanno l'obbligo di segnalare il lavoratore occupato in nero alla Procura della Repubblica. E se emerge che il dipendente ha reso all'Inps o al Centro per l'Impiego la dichiarazione sul proprio status di disoccupato, il rischio è una condanna per il reato di "Falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico" ex art. 483 del codice penale (che comporta la pena della reclusione fino a due anni).

Se poi oltre ad aver dichiarato un inesistente stato di disoccupazione, il lavoratore in nero abbia percepito anche l'indennità di disoccupazione (o altri ammortizzatori sociali), il pericolo è vedersi addebitata l'indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ex art. 316-ter c.p., che può comportare il carcere (fino a 3 anni) o la multa fino a 25.822 euro (laddove la somma indebitamente percepita sia inferiore a 3.999,96 euro). Non solo, lo stesso decade dai benefici e può andare incontro alla restituzione delle somme percepite da parte dell'Inps o di altro ente oltre al risarcimento del danno.

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