No al TFR in busta paga

Condividi!

No al TFR in busta paga

 

Il trattamento di fine rapporto dal primo luglio 2018 è uscito fuori dalla busta paga. La norma che prevedeva questa possibilità, introdotta dalla legge di stabilità 2015, non è stata oggetto di proroga ed è stata dunque abolita dal 1° luglio 2018. Al cessare dell'obbligo di erogazione del TFR in busta paga nascono però degli adempimenti illustrati dall'Inps nel messaggio 2791 del 10 luglio 2018.

La normativa del 2015 stabiliva, in via sperimentale e in relazione ai periodi di paga decorrenti dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, la possibilità per i lavoratori dipendenti del settore privato (eccezion fatta per i lavoratori domestici e per quelli del settore agricolo), con un rapporto di lavoro esistente da almeno sei mesi, «di richiedere al datore di lavoro la liquidazione della quota maturanda del trattamento di fine rapporto (tfr), di cui alla legge n. 297/1982, sotto forma di integrazione della retribuzione mensile».

Per la verità, erano stati pochi i lavoratori che avevano deciso di aderire alla misura introdotta dal governo Renzi che consentiva l'erogazione del TFR in busta paga. Una scelta da molti accantonata poiché la tassazione dell'anticipo era di gran lunga sfavorevole rispetto alle normali regole stabilite per il TFR.

Contattaci per maggiori info:

Chiama il consulente dedicato: +39.0187.738104, interno 22
Scrivi una email: info@studioassociatoacerbi.it

Condividi!

About the Author

crm

Leave a Comment