Riders: primo contratto collettivo

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Riders: primo contratto collettivo

 

E' stato sottoscritta, il 18 luglio 2018, la prima intesa relativa al trattamento economico e normativo riferito ai riders: ciò è avvenuto con una intesa sottoscritta da Confetra, Fedit, Assologistica, Federspedi, Confartigianato trasporti, Fita – CNA, Filt CGIL, Fit CISL e Uiltrasporti all’interno del CCNL della logistica.

Il rapporto viene definito come subordinato all’interno dell’area professionale C del personale viaggiante, con esclusione della corresponsione della indennità di trasferta. Viene previsto un trattamento salariale crescente correlato all’anzianità di servizio. Il parametro è differenziato in relazione al mezzo di trasporto utilizzato.

L’orario di lavoro discontinuo è fissato in 39 ore settimanali con obbligo per le imprese di comunicare alle associazioni sindacali firmatarie il rispetto del limite orario. Tale comunicazione deve contenere anche il numero dei riders utilizzati.

Sono previste norme per un esame congiunto che le organizzazioni sindacali possono richiedere e che si deve concludere nel giro di 15 giorni dalla richiesta.

L’orario di lavoro può essere distribuito su 6 giorni e non può superare le 48 ore settimanali comprensive dello straordinario.

Il datore di lavoro è tenuto a comunicare all’interessato l’orario di lavoro anche avvalendosi di piattaforme digitali.

Viene prevista una assicurazione, a carico delle aziende, per danni a terzi causati da biciclette o altri mezzi non a motore usati dai lavoratori.

Viene prevista la possibilità che attraverso la contrattazione di secondo livello si possano disciplinare questioni relative alla formazione, all’uso di sistemi digitali e alla individuazione di un premio di risultato.

Per i turni di lavoro è escluso che possano essere individuati attraverso algoritmi.

Vale la pena di ricordare come, di recente, sentenze dei giudici di Torino e Milano abbiano escluso la subordinazione per tali rapporti e come siano presenti iniziative legislative nel Lazio ed in Piemonte e come lo stesso Ministro del Lavoro abbia preannunciato un disegno di legge governativo sulla materia.

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