Abuso dei permessi L.104? Licenziato.

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Abuso permessi L.104. Secondo la Suprema Corte di Cassazione (ordinanza n. 4670/2019) è legittimo il licenziamento del dipendente che, nei giorni di fruizione dei permessi di cui alla legge 104/92, viene colto dagli investigatori privati assoldati dall'azienda mentre fa shopping e si dedica ad attività diverse dall'assistenza del familiare per il quale il permesso gli è riconosciuto.

Gli Ermellini precisano che non sono preclusi, ex artt. 2 e 3 St. Lav, i controlli demandati dal datore di lavoro ad agenzie investigative e riguardanti l'attività lavorativa del prestatore svolta anche al di fuori dei locali aziendali, laddove non riguardino l'adempimento della prestazione lavorativa, ma siano finalizzati a verificare comportamenti che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti o integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo (cfr. ex multis, Cass. 22196/2018).

La giurisprudenza ha evidenziato che il comportamento del prestatore di lavoro subordinato che si avvale del permesso l.104 non per l'assistenza al familiare, bensì per attendere ad altra attività, integra l'ipotesi dell'abuso di diritto.

Nei confronti del datore di lavoro, tale condotta si palesa come lesiva della buona fede, privandolo ingiustamente della prestazione lavorativa in violazione dell'affidamento riposto nel dipendente. Inoltre, integra nei confronti dell'Ente di previdenza erogatore del trattamento economico, un'indebita percezione dell'indennità e uno sviamento dell'intervento assistenziale.

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