INL: da 1 a 6 anni di carcere se si sottopagano i dipendenti

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E’ prevista la pena della reclusione (da uno a sei anni) per sfruttamento del lavoro per tutti i datori di lavoro che sottopagano i dipendenti. Non è condizione necessaria il reiterarsi del comportamento nei confronti degli stessi lavoratori, potendo anche trattarsi di soggetti diversi, ad esempio a seguito di possibile turn over.

Stessa conclusione anche qualora sia violata la normativa in materia di orario di lavoro, periodi di riposo, ferie e aspettativa obbligatoria.

Lo ha chiarito l'Ispettorato Nazionale del Lavoro nella circolare n. 5/2019  con la quale ha fornito linee guida per l'attività di vigilanza in materia di "intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro" (art. 603-bis c.p.).

La riformulazione dell'art. 603-bis c.p. (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro) da parte della L. n. 199/2016 ha previsto, due distinte figure di incriminazione:

  • La prima, quella della intermediazione illecita, che persegue chiunque "recluta" manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizione di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori;
  • La seconda, quella dello sfruttamento lavorativo, con cui si punisce penalmente chiunque utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante la citata attività di intermediazione, sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno.

Ovviamente, si necessita che vi sia "reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale, o comunque sproporzionato rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato".

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