in Modalità di lavoro

(D.P.R. n. 70/1999, art. 2, c. 1, lett. b); Accordo 9/6/2004, art. 1, c. 1)
Per telelavoro non s’intende un autonomo contratto di lavoro, bensì una prestazione lavorativa effettuata regolarmente dal lavoratore al di fuori della sede di lavoro (lavoro a distanza), con il prevalente supporto di tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT).

Il telelavoro è disciplinato, unicamente per i contratti di lavoro subordinato, distintamente sia per il settore pubblico che per quello privato:

  • per l’Amministrazione pubblica il telelavoro è “la prestazione di lavoro eseguita dal dipendente di una delle amministrazioni pubbliche, in qualsiasi luogo ritenuto idoneo, collocato al di fuori della sede di lavoro, dove la prestazione sia tecnicamente possibile, con il prevalente supporto di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che consentano il collegamento con l’amministrazione cui la prestazione stessa inerisce”;
  • per l’impresa privata il telelavoro “costituisce una forma di organizzazione e/o di svolgimento del lavoro che si avvale delle tecnologie dell’informazione nell’ambito di un contratto o di un rapporto di lavoro, in cui l’attività lavorativa, che potrebbe anche essere svolta nei locali dell’impresa, viene regolarmente svolta al di fuori dei locali della stessa”.

Tipologia

In base al luogo in cui si svolge la prestazione il telelavoro può essere così classificato:

  • Telelavoro a domicilio (home office). Il lavoratore (teleworker) dispone presso la propria abitazione di un ambiente attrezzato tecnologicamente per svolgere in modo efficace e autonomo la prestazione lavorativa. La postazione di telelavoro, generalmente, è installata e collaudata a spese del datore di lavoro.
  • Telelavoro mobile (working out). Il lavoro viene svolto in luoghi diversi (sede dei clienti, abitazione, albergo ecc.) avvalendosi dell’uso di personal computer, telefono cellulare, fax ecc.
  • Telelavoro remotizzato (telecentri/telecottage). Il lavoro viene effettuato in “strutture satelliti”, lontane dalle sedi centrali, dotate delle tecnologie ICT più recenti. Queste strutture possono essere utilizzate contemporaneamente anche da più imprese, sia private che pubbliche.
  • Telelavoro office to office. Il lavoratore opera in un ufficio tradizionale, ma fa parte di un gruppo di lavoro (workgroup) sparso nel mondo, i cui membri interagiscono tra loro tramite internet o tecniche groupware.
  • Teleimpresa (distance work enterprise). L’impresa (virtuale) opera esclusivamente, o prevalentemente, in rete offrendo i suoi prodotti o i suoi servizi in qualsiasi parte del mondo.

 

Per quanto riguarda le modalità di collegamento telematico tra datore di lavoro e prestatore di telelavoro si hanno le seguenti ipotesi:

  • Telelavoro off line: il lavoratore svolge la sua attività senza che il proprio computer sia direttamente collegamento con l’unità centrale posta in sede. I dati elaborati verranno consegnati (a mezzo posta, corriere, a mano) solo successivamente su supporti informatici (DVD, CD, pen drive) o inviati telematicamente (a mezzo modem); ovviamente il controllo sulla prestazione lavorativa è ex post.
  • Telelavoro one way line: il lavoratore è collegato con il computer aziendale, ma la trasmissione dei dati è univoca, cioè dal lavoratore all’impresa e non viceversa; il controllo sulla prestazione è immediato.
  • Telelavoro on line: il computer del lavoratore è collegato in rete all’unità centrale dell’azienda e lo scambio di dati e direttive è continuo e interattivo; il controllo datoriale avviene in tempo reale.

 

Dal punto di vista dell’inquadramento giuridico si può distinguere il telelavoro in:

  • Telelavoro autonomo: il lavoratore svolge una prestazione personale a distanza, per conto di un committente, senza vincolo di subordinazione e in maniera completamente autonoma utilizzando propri strumenti informatici.
  • Telelavoro parasubordinato: il lavoratore presta, a favore di un committente, la propria opera continuamente e in modo coordinato organizzando però autonomamente il lavoro (co.co.pro. e co.co.co.). La P.A. non contempla questa modalità di telelavoro.
  • Telelavoro subordinato: il lavoratore è assoggettato al controllo e alle direttive del datore di lavoro, il quale decide sull’hardware da impiegare, il software da installare, gli orari di lavoro, il tipo di collegamento telematico, le procedure da seguire. Il telelavoro subordinato è l’unica modalità attualmente regolata con norme legislative (P.A.) o con Accordi (imprese private).

 

Infine è da considerare la distinzione del telelavoro in base al tempo:

  • Telelavoro a tempo pieno: il lavoro si svolge ad orario completo on line;
  • Telelavoro parziale (o alternato): il lavoro viene svolto quotidianamente (o settimanalmente) parte a domicilio o in struttura decentrata e parte in azienda;
  • Telelavoro discontinuo: riguarda soprattutto i dirigenti che possono decidere quando e dove lavorare.

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