Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo anche per i compensi dell’amministratore

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L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 182 del 6 giugno 2019, conferma la possibilità affinché le spese sostenute nell'ambito dell’attività di sviluppo tecnologico imputabili all'amministratore unico della società siano eleggibili al credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo, di cui all'articolo 3 del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, e successive modifiche e integrazioni (da ultimo l’articolo 1, commi,70-72, della legge 30 dicembre 2018 n. 145).

In particolare, l’Agenzia evidenzia come già con la circolare n. 5/E, paragrafo 2.2.1, del 16 marzo 2016, è stato specificato che sono considerati ammissibili i compensi corrisposti all'amministratore non dipendente dell’impresa che svolge attività di ricerca e sviluppo.

Resta inteso che l’attività svolta deve essere adeguatamente comprovata e il compenso è agevolabile solo per la parte che remunera l’attività di ricerca effettivamente svolta dall'amministratore. A tal fine, rimane fermo ogni potere di controllo dell’amministrazione finanziaria circa l’idonea documentazione dell’attività svolta, l’effettività, l’imputazione temporale e la congruità dei costi sostenuti e la sussistenza di eventuali profili simulatori delle operazioni poste in essere.

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