Decreto Ristori

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Cig, assegno ordinario, cassa integrazione in deroga

Prolungamento, fino a 6 ulteriori settimane, dei trattamenti di Cassa Integrazione ordinaria, assegno ordinario e cassa integrazione in deroga introdotti a partire dal decreto Cura Italia, collocate nel periodo tra il 16 novembre e il 31 gennaio 2021, per i datori di lavori per cui era stato interamente riconosciuto il periodo di nove settimane degli stessi trattamenti nell’ambito del Decreto Agosto, decorso il periodo autorizzato.

I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati nell’ambito del Decreto Agosto, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020, sono imputati, ove autorizzati alle 6 settimane previste da questo Decreto.

È previsto, per questi ulteriori trattamenti, il versamento di un contributo addizionale calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. L’aliquota contributiva addizionale è differenziata sula base della riduzione di fatturato nei primi tre trimestri 2020 rispetto al corrispondente periodo 2020: 18% per i datori di lavoro che non hanno avuto riduzione di fatturato, 9% per una riduzione di fatturato inferiore al 20%.

Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, dai datori di lavoro che hanno avviato l’attività successivamente al primo gennaio 2019, e dai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dai provvedimenti che dispongono la chiusura delle attività.

I datori di lavoro che non hanno integralmente fruito dei trattamenti di integrazione salariale riconducibili all’emergenza Covid-19 o dell’esonero dei contributi previdenziali resta precluso l’avvio delle procedure di licenziamento individuali per GMO e restano sospese quelle avviate dopo il 23 febbraio 2020. Restano comunque sospese le procedure di licenziamento collettivo. Le sospensioni non si applicano in caso di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa.

Sospensione del versamento dei contributi previdenziali

Viene sospeso il versamento dei contributi previdenziali dei dipendenti relativi al mese di novembre.

I pagamenti potranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o in quattro rate con il pagamento della prima entro tale data.

Reddito di Emergenza

Per i mesi di novembre e dicembre vengono erogate due nuove tranche del Reddito di Emergenza, a partire da 400 euro, per tutti coloro che ne avevano già diritto e per chi nel mese di settembre ha avuto un valore del reddito familiare inferiore al beneficio stesso.

Indennità per i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo

Erogata una nuova indennità una tantum di 1.000 euro per categorie di lavoratori che avevano percepito la stessa indennità con il Decreto Agosto, tra cui in particolare gli stagionali del turismo, degli stabilimenti termali e dello spettacolo danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, e ad altre categorie di lavoratori, tra i quali gli iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo in possesso di determinati requisiti, i dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato il rapporto di lavoro involontariamente, gli intermittenti e gli incaricati di vendite a domicilio.

Esonero contributivo a favore delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura

Per le aziende di queste filiere, comprese le aziende produttrici di vino e birra, è riconosciuto l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi e contributi Inail, per la quota a carico dei datori di lavoro per la mensilità di novembre 2020. Esonero riconosciuto agli imprenditori agricoli professionali, ai coltivatori diretti, ai mezzadri e ai coloni per la stessa mensilità.

Lavoratori sportivi

Per il mese di novembre 2020 è erogata da Sport e Salute Spa, un’indennità di 800 euro per i lavoratori del settore sportivo che avevano beneficiato delle indennità di 600 euro previste dal Decreto Cura Italia e dal Decreto Rilancio. Si tratta dei lavoratori del mondo dello sport titolari di rapporti di collaborazione con il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, il Comitato Italiano Paralimpico, le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate, gli Enti di Promozione Sportiva e le Società e Associazioni sportive dilettantistiche, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano e dal Comitato Italiano Paralimpico.

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