Naspi per Tutti, Quali Vantaggi Per il Datore di Lavoro?

Dal 1° gennaio 2017 Naspi per tutti, ovvero da tale data l'istituto della mobilità ordinaria cessa i suoi effetti, come stabilito dalla Riforma Fornero. I lavoratori licenziati dal 31 dicembre 2016 in poi, potranno beneficiare unicamente della nuova indennità di disoccupazione se in possesso dei requisiti richiesti.

Si realizza quindi il passaggio dalla mobilità, forma di indennità collettiva, alla Naspi che, invece, rappresenta un trattamento di tipo individuale. Quest'ultima ricomprenderà tutte le categorie di disoccupati, compresi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato e i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

Ne sono esclusi, invece, i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni, gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale. Inoltre, non possono accedere all'indennità di disoccupazione Naspi i lavoratori titolari di trattamento pensionistico diretto.

L'INPS si occuperà di corrispondere mensilmente la Naspi ai beneficiari per una durata massima di 24 mesi, ossia pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. L'importo iniziale dell'assegno si andrà poi a ridurre del 3% per ogni mese, a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione.

Per i lavoratori licenziati ante 31 dicembre 2016, resta salvo il diritto all'iscrizione nelle liste di mobilità e a percepire l'indennità, se ne ricorrono i presupposti, ossia l'iscrizione nelle liste di mobilità compilate dall'ufficio regionale del lavoro, un'anzianità aziendale di almeno 12 mesi maturata nell'ultimo rapporto di lavoro con l'azienda che lo ha messo in mobilità e almeno 6 mesi di lavoro effettivo, ferie, festività, infortuni e astensione obbligatoria per maternità comprese.

L'indennità di mobilità è commisurata all'età del lavoratore al momento del licenziamento e all'area geografica in cui è ubicata lo stabilimento, ma la sua durata non potrà essere, di regola, superiore all'anzianità lavorativa maturata presso l'azienda che ha proceduto al licenziamento. La misura dell'indennità di mobilità, per i primi 12 mesi, è pari al 100% del trattamento d'integrazione salariare, riducendosi in seguito all'80% della retribuzione lorda.

Per i licenziati prima del 31 dicembre 2016 non in possesso dei requisiti richiesti entro tale data, rimane possibile accedere alla Naspi se ne ricorrono i requisiti richiesti.

Le nuove assunzioni di percettori di Naspi porteranno incentivi per i datori di lavoro. Ad esempio, assumendo un percettore di Naspi a tempo pieno e determinato si percepirà per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al dipendente un contributo mensile pari al 20% dell'indennità residua che si sarebbe corrisposta al lavoratore.

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