Obblighi per il datore di lavoro che vuole assumere lavoratori non comunitari residenti all’estero

Quando un imprenditore vuole assumere personale straniero deve sapere che per assumere lavoratori non comunitari residenti all’estero si deve presentare domanda di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione della provincia dove avrà luogo la prestazione lavorativa, nell'ambito delle quote previste dall'apposito “decreto-flussi”, che stabilisce entro il 30 novembre dell'anno precedente a quello di riferimento del decreto, il numero massimo di cittadini stranieri non comunitari ammessi annualmente a lavorare sul territorio nazionale, sulla base dei criteri e delle altre indicazioni contenuti nel documento programmatico.

Questi gli adempimenti che può svolgere per Voi lo Studio Associato Acerbi:

Stipulare il contratto di soggiorno necessario affinché il lavoratore possa richiedere il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Il contratto di soggiorno è stipulato tra il datore di lavoro e il lavoratore straniero e può essere a tempo determinato e indeterminato; è necessario per tutti i tipi di rapporto di lavoro subordinato, anche a carattere stagionale e domestico. Il contratto di soggiorno contiene, tra le altre cose, l'indicazione delle mansioni che il lavoratore dovrà svolgere, il livello di inquadramento, la retribuzione da corrispondere, il contratto collettivo di categoria di riferimento, nonché gli orari e la sede di lavoro.

In un’ottica di semplificazione (Decreto Legge 9 febbraio 2012, n. 5, Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo) il modello Q, da compilarsi in caso di contratto di lavoro con un cittadino extra comunitario residente in Italia e con regolare permesso di soggiorno per svolgere un’attività lavorativa, è stato di recente assorbito nel modello Unificato Lav.

Comunicare entro le ore 24 del giorno antecedente dell’assunzione, allo Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura la data di inizio del rapporto di lavoro con il cittadino straniero, nonché l’eventuale trasferimento di sede del lavoratore, con la relativa decorrenza mediante l’invio del modello Unificato Lav. L’omissione è punita con la sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro. Per l’accertamento della sanzione è competente il Prefetto. Allo Sportello Unico è necessario comunicare anche, entro 5 giorni dalla decorrenza, la data di cessazione del rapporto di lavoro;

Verificare presso il Centro per l'Impiego competente la non disponibilità di un lavoratore già presente sul territorio nazionale.

La direttiva 2009/52/CE, recepita in Italia con il D.Lgs.16 luglio 2012, n. 109, introduce norme minime relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.
Tali datori di lavoro possono dichiarare, la sussistenza del rapporto di lavoro allo sportello unico per l’immigrazione con modalità informatiche, previo versamento di un contributo forfetario pari a € 1.000.

L’avvenuta presentazione della dichiarazione determina la sospensione dei procedimenti penali ed amministrativi per le violazioni delle norme relative all’ingresso e al soggiorno sul territorio nazionale e delle norme relative all’impiego di lavoratori, di carattere finanziario, fiscale, previdenziale e assistenziale.

La sottoscrizione del contratto di soggiorno e la contestuale comunicazione obbligatoria di assunzione comportano l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi.

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Chiama il consulente dedicato: +39.0187.738104, interno 22
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