Divieto di licenziamento e NASpI

Scadrà entro la fine dell’anno la possibilità, prevista dalla normativa anticovid, di riconoscere la NASpI al lavoratore anche in presenza di un accordo di incentivo alla risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.

Lo rende noto l’INPS nella Circolare n. 180/2021 in cui riepiloga la disciplina applicabile dopo l’entrata in vigore del dl n. 41/2021 (cd. decreto sostegni), del dl n. 73/2021 (cd. decreto sostegni bis) e del dl n. 146/2021 (cd. decreto fisco lavoro).

Regime ordinario

Per i periodi successivi al superamento del divieto di licenziamento la NASpI torna ad essere riconosciuta solo nei casi «ordinari» e cioè:

  • licenziamento;
  • scadenza del contratto a tempo determinato;
  • dimissioni per giusta causa (cfr., a titolo esemplificativo, la circolare n. 94 del 2015);
  • dimissioni durante il periodo tutelato di maternità ai sensi dell’articolo 55 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151;
  • risoluzione consensuale intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione di cui all’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, come modificato dall’articolo 1, comma 40, della legge 28 giugno 2012, n. 92;
  • licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23;
  • risoluzione consensuale in seguito al rifiuto da parte del lavoratore al proprio trasferimento ad altra sede della stessa azienda distante oltre 50 chilometri dalla residenza del lavoratore ovvero mediamente raggiungibile in 80 minuti o oltre con i mezzi di trasporto pubblici.

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