Disabilità, caregiver e accomodamenti ragionevoli

Cresce l’attenzione sui modelli organizzativi inclusivi

La giurisprudenza più recente conferma una crescente attenzione verso gli obblighi organizzativi del datore di lavoro nei confronti di lavoratori con disabilità o con esigenze di cura familiare. La Cassazione, con sentenza 2 aprile 2026, n. 8211, è intervenuta sul rapporto tra licenziamento per superamento del comporto e disabilità, richiamando il tema degli accomodamenti ragionevoli.

In parallelo, la Cassazione, con sentenza 10 aprile 2026, n. 9104, ha affermato che può integrare discriminazione indiretta la mancata adozione di soluzioni ragionevoli che consentano al lavoratore caregiver di organizzare la prestazione in modo compatibile con l’assistenza al figlio.

Il messaggio per le aziende è chiaro: la gestione HR non può limitarsi all’applicazione astratta e uniforme delle regole, ma deve valutare, nei casi sensibili, se siano possibili soluzioni organizzative proporzionate, ragionevoli e documentabili.

Indicazione operativa per le aziende
È consigliabile strutturare procedure interne per la gestione di richieste di flessibilità, smart working, modifica temporanea dell’orario, cambio mansioni, rientro da malattia o situazioni di fragilità, documentando sempre l’istruttoria svolta e le ragioni dell’eventuale accoglimento o rigetto.

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