Bonus Giovani, Bonus Donne e Bonus ZES diventano operativi
Giugno porta novità importanti anche sul fronte degli incentivi occupazionali. L’INPS ha pubblicato le istruzioni operative per rendere concretamente fruibili tre misure di particolare interesse per i datori di lavoro privati: Bonus Giovani 2026, Bonus Donne 2026 e Bonus ZES 2026.
Si tratta di strumenti potenzialmente molto utili per le imprese che stanno programmando nuove assunzioni a tempo indeterminato, ma che richiedono una verifica preventiva rigorosa. L’agevolazione contributiva, infatti, non può essere valutata solo come “risparmio sul costo del lavoro”: occorre verificare requisiti soggettivi del lavoratore, tipologia contrattuale, localizzazione dell’unità produttiva, rispetto dell’incremento occupazionale netto e assenza di licenziamenti rilevanti nei periodi considerati dalla norma.
Per il Bonus Donne, l’attenzione è rivolta all’assunzione stabile di lavoratrici svantaggiate o molto svantaggiate. Per il Bonus Giovani, la misura riguarda determinate assunzioni di lavoratori under 35 in possesso dei requisiti richiesti. Il Bonus ZES, invece, interessa in particolare le assunzioni nelle aree della Zona Economica Speciale, con regole e condizioni specifiche.
Un punto centrale è il rispetto del cosiddetto “salario giusto”, collegato all’applicazione di contratti collettivi stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. È un profilo da non sottovalutare: l’utilizzo di contratti non coerenti o non rappresentativi può esporre l’azienda al rischio di contestazioni e recuperi.
Cosa fare subito: prima di procedere con l’assunzione incentivata, è opportuno predisporre una check-list documentale: requisiti del candidato, CCNL applicato, incremento occupazionale, assenza di licenziamenti ostativi, corretto inserimento in Uniemens e tracciabilità della domanda. L’incentivo è utile solo se gestito correttamente sin dall’inizio.



