Ma il Bonus si conquista prima della firma
Bonus Giovani e Bonus Donne sono operativi per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate entro il 31 dicembre 2026. Il risparmio può essere rilevante, ma solo se requisiti e procedura vengono verificati prima dell’ingresso in azienda.
Un’assunzione agevolata non è una normale assunzione alla quale applicare lo sconto in un secondo momento. È una decisione che deve essere progettata: profilo del candidato, data di decorrenza, incremento occupazionale, sede di lavoro, regolarità contributiva e condizioni contrattuali incidono tutti sulla spettanza del beneficio.
Due incentivi, due platee diverse
La legge 25 giugno 2026, n. 112, di conversione del decreto-legge n. 62/2026, ha definito per l’intero anno il nuovo pacchetto di incentivi. Il Bonus Giovani riguarda assunzioni a tempo indeterminato di persone che non abbiano ancora compiuto 35 anni e che rientrino nelle categorie europee di lavoratori “svantaggiati” o “molto svantaggiati”. Non basta, quindi, la sola età anagrafica. L’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore, con esclusione dei premi INAIL, entro 500 euro mensili; il limite sale a 650 euro nelle aree della ZES unica. La durata è di 12 o 24 mesi, secondo la condizione personale del neoassunto.
Il Bonus Donne è rivolto alle lavoratrici di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito per il periodo richiesto dalla disciplina e, in alcune ipotesi, appartenenti a ulteriori categorie di svantaggio. Anche qui l’esonero è totale: fino a 650 euro al mese, elevati a 800 euro per le lavoratrici residenti nelle aree ZES, per 12 o 24 mesi in funzione dei requisiti.
Il vero passaggio decisivo è la verifica preventiva
Le misure interessano i datori di lavoro privati, compreso il settore agricolo, mentre restano fuori, tra gli altri, il lavoro domestico e l’apprendistato. Sono inoltre necessarie le condizioni generali per gli incentivi: regolarità contributiva, rispetto delle norme di sicurezza e della contrattazione collettiva applicabile, assenza di violazioni ostative e corretta determinazione dell’incremento occupazionale netto.
È proprio quest’ultimo requisito a produrre gli errori più costosi. Un’assunzione può apparire “aggiuntiva” al responsabile di funzione e non esserlo secondo il calcolo tecnico richiesto dalla normativa. Vanno inoltre controllati eventuali licenziamenti recenti, operazioni societarie, rapporti a termine in scadenza e variazioni del perimetro aziendale. Il beneficio è soggetto a stanziamenti e monitoraggio: il costo del personale non dovrebbe essere approvato assumendo lo sgravio come certo prima dell’esito della verifica e dell’istanza.
La domanda da porsi non è “quanto risparmiamo?”, ma “possiamo provarlo?”
Il portale INPS consente la presentazione delle domande e i messaggi operativi del giugno 2026 hanno disciplinato anche l’esposizione nei flussi contributivi. Per CFO e HR la lezione è semplice: prima della lettera di assunzione serve una scheda incentivo firmata dal processo, non necessariamente dalle persone. Deve contenere il requisito del lavoratore, il calcolo dell’incremento, il massimale stimato, la durata, le condizioni di mantenimento e il responsabile del controllo mensile.
Checklist prima dell’assunzione
- – Verificare la categoria di svantaggio con documentazione coerente e non limitarsi all’età o al genere.
- – Simulare l’incremento occupazionale netto e l’effetto di cessazioni o trasformazioni già programmate.
- – Controllare DURC, CCNL applicato, trattamento economico e condizioni generali di legge.
- – Presentare l’istanza sul canale INPS corretto e conservare il fascicolo probatorio dell’agevolazione.
Riferimenti essenziali: L. 25 giugno 2026, n. 112 | INPS, circ. n. 55/2026 | INPS, circ. n. 57/2026



